Newsletter Le Clarisse

Bollettino n.14 (settembre 2021)

Questa newsletter è composta da tre rubriche:

1. Il breve editoriale del mese

2. Mostre

3. Eventi e News


 

 

Il breve editoriale del mese:
 

Alla luce di Bellini

 

Per il secondo anno consecutivo esponiamo in Clarisse un’opera d’arte antica di straordinaria qualità. Entrambe le opere appartengono alla collezione di Gianfranco Luzzetti: l’anno scorso abbiamo presentato un dipinto inedito, il tondo raffigurante una Madonna con Bambino, San Giovannino e l’arcangelo Gabriele riferibile alla Bottega di Botticelli, e quest’anno esponiamo un’altra opera rinascimentale, la Madonna con Bambino tra San Pietro e San Sebastiano attribuito alla Bottega di Giovanni Bellini.

 

La Madonna con Bambino tra San Pietro e San Sebastiano della Collezione Luzzetti, realizzata dalla Bottega di Giovanni Bellini alla fine del Quattrocento, è una copia di altissima qualità del dipinto esposto al Louvre come autografo del maestro veneto. La copia è identica all’originale per tecnica, soggetto iconografico, formato e dimensioni, ma presenta alcune significative varianti: c’è uno sfondo scuro al posto del cielo diurno, il manto della Vergine è verde anziché giallo, la balaustra marmorea non presenta la decorazione scolpita del bordo e, infine, sono state aggiunte le frecce sul corpo di San Sebastiano.

 

Se l’originale del Louvre è databile agli ultimi anni settanta del Quattrocento, l’opera della Collezione Luzzetti, invece, deve essere riferita al nono decennio del secolo per caratteristiche formali come l’illuminazione radente e il fondo scuro – che hanno come riferimento le opere di Antonello da Messina –  riscontrabili a partire dalla Madonna con il Bambino della Art Gallery di Glasgow e tipiche della produzione di Bellini in quel decennio.

 

Queste caratteristiche servono a dare maggiore respiro e plasticità alle figure, evitando l’impressione di “affollamento” riscontrabile nell’esemplare del Louvre. Anche le frecce sul corpo di San Sebastiano sembrano inserite per aiutare il riconoscimento del santo e quindi per “migliorare” la fruizione del dipinto. Insomma la copia Luzzetti, pur essendo opera di bottega, per certi aspetti sembra addirittura più bella e intellegibile del celebre originale del Louvre.

 

Mauro Papa

Direttore Polo culturale Le Clarisse

 
 


 

MOSTRE
 

 

Alla luce di Bellini, mostra di un’opera della Bottega di Giovanni Bellini, a cura di Giovanni Gazzaneo e Mauro Papa.

L’opera, raffigurante una “Madonna col bambino tra i Santi Pietro e Sebastiano” e proveniente dalla Collezione Luzzetti, è esposta in occasione della Settimana della Bellezza organizzata dalla Diocesi di Grosseto. Contestualmente, verranno esposte anche opere importanti di autori grossetani contemporanei ispirate al tema “L’infinita bellezza… oltre la siepe”.

Per informazioni e orari tel.0564 488066-067 o collezioneluzzetti@gmail.com

Clarisse, 30 ottobre 2021 – 9 gennaio 2022.

 


Auschwitz, viaggio nella memoria, fotografie di Gaetano Mendola.

Il complesso di Birkenau, afferente al campo di concentramento di Auschwitz, diventò operativo il giorno 8 ottobre 1941, esattamente 70 anni fa. In ricordo di quella data Clarisse Arte allestisce una mostra di 10 fotografie in bianco e nero al platino e palladio scattate ad Auschwitz da Gaetano Mendola, fotografo esperto in tecniche antiche.

Per informazioni e orari tel.0564 488066-067 o clarissearte@fondazionegrossetocultura.it

Clarisse Arte, 7-24 ottobre 2921 

 


 

Dante in Maremma, mostra di disegni ispirati alla Divina Commedia.

Per il ciclo CANTIERE DELLE ARTI, a cura di Urban Sketchers Grosseto.

Dal lunedì al venerdì, ore 10/13 e 16/19.

Ingresso libero, Clarisse Arte 15-22 ottobre 2021.

 


 

EVENTI e NEWS

 

Domenica 31 ottobre, ore 11.30

Nella Chiesa dei Bigi riprendono i concerti della Serie Scriabin.

per prenotare chiamare il 392 1019472

 




VISITE GUIDATE al Polo culturale Le Clarisse

Per informazioni e prenotazioni telefonare al 3491082807 (Francesca) dopo le 14:00 anche tramite WhatsApp. 

Costi: Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti: 10 euro + costo biglietto

 

Per le altre iniziative seguite i nostri canali social facebook e instagram del Polo Le Clarisse

 






Il Museo Collezione Gianfranco Luzzetti sarà aperti al pubblico con il seguente orario: dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19

 

Bollettino numero 13 (agosto 2021)

Questa newsletter è composta da tre rubriche:

1. Il breve editoriale del mese

2. Mostre

3. Eventi e News





Il breve editoriale del mese:

 

IL TERZO PARADISO A GROSSETO!

Sabato 7 agosto alle ore 19.30, in Piazza Indipendenza a Grosseto (dietro il Polo Le Clarisse), arriva il TERZO PARADISO di Michelangelo Pistoletto! Curato dall’ambasciatrice Manuela Gandini, critica d’arte e giornalista de La Stampa, questo evento richiede la presenza (gratuita) di tutti voi. 

Il “Terzo paradiso” è un happening – cioè una manifestazione artistica caratterizzata dall’improvvisazione e dalla partecipazione del pubblico all’evento, oggi lo definiremo “flash mob” – progettato dal noto artista internazionale Michelangelo Pistoletto e diffuso nel mondo dai cosiddetti “ambasciatori del Terzo Paradiso”. 

Il flash mob consiste nell’unire le persone che, tenendosi per mano o semplicemente stando vicine, formano il simbolo del Terzo Paradiso. Questo simbolo, una volta proposto nelle comunità, viene quindi direttamente incarnato dalle stesse, replicandone la forma con la presenza fisica dei propri corpi oppure con oggetti o disegni o altro. Il significato del simbolo, riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, è proposto da tre cerchi consecutivi: i due cerchi esterni rappresentano l’ancestrale paradiso naturale (in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura) e quello di oggi, artificiale, portatore di benefici tecnoogici ma anche di degrado e consunzione. Quello centrale è la compenetrazione fra i cerchi opposti e rappresenta il grembo generativo della nuova umanità.

Se volete partecipare all’happening del 7 agosto prenotatevi alla email: terzoparadisogrosseto@gmail.com.

Inoltre, Giovedì 5 agosto alle ore 21 al Cassero Senese la Gandini terrà una lectio magistralis (gratuita) sul concetto di “creazione dei paradisi possibili” e venerdì 6 agosto alle ore 19.30, in piazza Indipendenza, è previsto un workshop per gli studenti e per chiunque vorrà partecipare alla performance “Terzo Paradiso a Grosseto”. Anche in questo caso è necessario prenotarsi a terzoparadisogrosseto@gmail.com. VI ASPETTIAMO, PRENOTATEVI!
 

Mauro Papa

Direttore Polo culturale Le Clarisse
 



MOSTRE


 

Primo Conti / Le variabili del colore, a cura di Anna Mazzanti e Susanna Ragionieri.

La mostra prevede l’esposizione di 12 capolavori realizzati a partire dal 1913: sei opere sono state prestate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e sei dalla Fondazione Primo Conti. 

Per informazioni e orari tel.0564 488066-067 o collezioneluzzetti@gmail.com

22 maggio – 5 settembre 

 


 

 

L’immagine della Maremma nelle opere del Polo Le Clarisse, a cura di Mauro Papa. 

La mostra è una sezione della grande mostra, allestita a Saturnia presso il Polo Culturale Pietro Aldi dal 27 giugno 2021 al 9 gennaio 2022, dal titolo “Maremma, Paesaggi 1870-2020”, a cura di Marco Firmati, Andrea Granchi e Francesca Petrucci. La mostra è organizzata dal Polo Culturale Pietro Aldi con il sostegno di Banca Tema e Tema Vita. Ingresso libero. 

1 luglio – 29 agosto

 




Dinamica. Le sculture monumentali di Sauro Cavallini

Piazza Dante, Grosseto, 27 marzo – 30 settembre 2021
 




 

Senza titolo, mostra di un’opera monumentale di Lucio Pari

Piazza Baccarini, Grosseto.

 



NEWS 


TERZO PARADISO

 

Giovedì 5 agosto ore 21.00, Cassero Senese, lectio magistralis (gratuita) di Manuela Gandini sul concetto di “creazione dei paradisi possibili”

Venerdì 6 agosto ore 19.30, piazza Indipendenza, workshop per studenti e per chiunque vorrà partecipare alla performance “Terzo Paradiso a Grosseto”. 

Sabato 7 agosto ore 19.30, Piazza Indipendenza, TERZO PARADISO, un progetto di Michelangelo Pistoletto a cura di Manuela Gandini.

Per prenotare gli eventi scrivere a terzoparadisogrosseto@gmail.com

 






CLARISSE IN PILLOLE
 

DA GIOVEDI’ 8 LUGLIO, PER TUTTI I GIOVEDI’ DI LUGLIO E AGOSTO, IL MUSEO COLLEZIONE GIANFRANCO LUZZETTI E POLO CULTURALE LE CLARISSE SARANNO APERTI FINO ALLE 23.00

 



EVENTI




 

I SABATI AL POZZO – max 15 persone, ingresso 5 euro

Incontri letterari e degustazioni di vino nel chiostro delle Clarisse

a cura dell’associazione Letteratura e Dintorni

per prenotazioni: tel.0564 488066-067 o collezioneluzzetti@gmail.com

21 agosto, ore 19: Francesca Ciardiello presenta “Tre” di Roberto Di Sante. 

28 agosto, ore 19: Francesca Ciardiello presenta “Steppa bianca – memorie di Albino, cavallo da guerra” del giornalista, vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, Michele Taddei.
 


Altri EVENTI 

 

 

VISITE GUIDATE al Polo culturale Le Clarisse

Per informazioni e prenotazioni telefonare al 3491082807 (Francesca) dopo le 14:00 anche tramite WhatsApp. 

Costi:

Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti: 10 euro + costo biglietto

Primo Conti. Le variabili del colore: 5 euro + costo del biglietto

Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti + Primo Conti: 10 euro + costo biglietto

 


 

Nella Chiesa dei Bigi continuano i concerti della Serie Scriabin.

Ad Agosto sono previsti i concerti sabato 7 (ore 21.15), sabato 21 (ore 21.15) e sabato 28 (ore 21.15).

Per prenotare chiamate il 392 1019472

 

 

 

Bollettino numero 12 (luglio 2021)

Questa newsletter è composta da tre rubriche:

1. Il breve editoriale del mese

2. Mostre

3. Eventi e News

Il breve editoriale del mese:

IL PAESAGGIO DELLA MAREMMA IN MOSTRA IN CLARISSE

 

Il paesaggio della Maremma, come ogni paesaggio, è il risultato di due costruzioni tra loro inscindibili: la costruzione fisica di una porzione di territorio e la costruzione di un’immaginario culturale.

E’ l’immaginario, spesso, a definire territorio e paesaggio. Ad esempio, le parole di Dante nell’Inferno sono le prime ad individuare i confini geografici della Maremma: “Non han sì aspri sterpi, né sì folti, quelle fiere selvagge che in odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti”.

I letterati e gli artisti, con le parole e i colori, hanno costruito la Maremma così come gli ingegneri, i badilanti, gli architetti, i muratori e i contadini hanno realizzato le bonifiche, le colture, i paesi, le cave e le miniere. 

Sono i letterati ad aver inventato una Maremma deserta, come Felicia Dorothea Hemans quando, all’inizio dell’Ottocento, scriveva: “La Maremma è uno splendido deserto ricolmo di sole, anche se un velo sopra vi si distende di malinconica tristezza; orma d’uomo non calpesta il segno della solitudine e il deserto in fiore risplende invano”.

Una Maremma deserta ma che conserva le vestigia di civiltà antiche, etrusche e romane, come suggeriva David Herbert Lawrence nel 1932: “La campagna era vuota e abbandonata all’aspetto, carica però di quel senso acuto di minaccia che è particolare dei luoghi in cui una volta la vita è stata intensa”. 

La Maremma era un luogo minaccioso e drammatico perché paludoso e insalubre, dove si moriva di fame e di malaria: “Eravamo nella Maremma, la vasta pianura costiera che è rimasta per secoli acquitrinosa, una delle regioni più abbandonate e selvagge d’Italia” ricordava ancora Lawrence. 

Poi, però, la Maremma amara – come suggerisce il titolo di una celebre canzone popolare – diventò dolce. “Dolce paese, onde portai conforme (scrisse Giosuè Carducci nella sua poesia Traversando la Maremma Toscana) l’abito fiero e lo sdegnoso canto… Pace dicono al cuor le tue colline, Con le nebbie sfumanti e il verde piano, Ridente ne le pioggie mattutine”.

E anche Arrigo Bugiani scrisse: “Quanta dolcezza, quanta dolcezza versa nelle vene quest’aria malata! Il vento maestrale, l’umido silenzio, questi grani giocondi! O Gesù, riguardale tu le dolcezze maremmane”.

Ecco, oggi quella Maremma è diventata una terra aperta al vento e ai forestieri, una terra ricca di campi coltivati e di biodiversità incontaminate e protette, dove la storia antica si incontra con l’arte contemporanea producendo un paesaggio ibrido, modernissimo e accogliente, da assaporare con lentezza così come si devono ammirare con lentezza le opere d’arte che abbiamo messo in mostra in Clarisse. Venite a vederla.

 

Mauro Papa

Direttore Polo culturale Le Clarisse
 



MOSTRE


 

Primo Conti / Le variabili del colore, a cura di Anna Mazzanti e Susanna Ragionieri.

La mostra prevede l’esposizione di 12 capolavori realizzati a partire dal 1913: sei opere sono state prestate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e sei dalla Fondazione Primo Conti. 

Per informazioni e orari tel.0564 488066-067 o collezioneluzzetti@gmail.com

22 maggio – 5 settembre 

 

 

L’immagine della Maremma nelle opere del Polo Le Clarisse, a cura di Mauro Papa. 

La mostra è una sezione della grande mostra, allestita a Saturnia presso il Polo Culturale Pietro Aldi dal 27 giugno 2021 al 9 gennaio 2022, dal titolo “Maremma, Paesaggi 1870-2020”, a cura di Marco Firmati, Andrea Granchi e Francesca Petrucci. La mostra è organizzata dal Polo Culturale Pietro Aldi con il sostegno di Banca Tema e Tema Vita. Ingresso libero. 

1 luglio – 29 agosto

 

INAUGURAZIONE: giovedì 1 luglio con 2 visite guidate: ore 18 e ore 19. Si consiglia la prenotazione telefonando al 0564 488066 – 067 – 546 oppure scrivendo a collezioneluzzetti@gmail.com o clarissearte@fondazionegrossetocultura.it


Dinamica. Le sculture monumentali di Sauro Cavallini

Piazza Dante, Grosseto, 27 marzo – 30 settembre 2021



 

Senza titolo, mostra di un’opera monumentale di Lucio Pari

Piazza Baccarini, Grosseto.

 



NEWS 


– DA GIOVEDI’ 8 LUGLIO, PER TUTTI I GIOVEDI’ DI LUGLIO E AGOSTO, IL MUSEO COLLEZIONE GIANFRANCO LUZZETTI E POLO CULTURALE LE CLARISSE SARANNO APERTI FINO ALLE 23.00

– DA MERCOLEDI’ 7 a DOMENICA 11 LUGLIO INGRESSO GRATUITO PER GLI ORDINI DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DI GROSSETO E PER L’ORDINE DELLE PROFESSIONI INFERMIERISTICHE DI GROSSETO PER RINGRAZIARE DELL’IMPEGNO E DELLA PROFESSIONALITA’ DIMOSTRATA DURANTE QUESTO PERIODO DI EMERGENZA SANITARIA


 



EVENTI


I SABATI AL POZZO 
– max 15 persone, ingresso 5 euro

Incontri letterari e degustazioni di vino nel chiostro delle Clarisse

a cura dell’associazione Letteratura e Dintorni

per prenotazioni: tel.0564 488066-067 o collezioneluzzetti@gmail.com

 

3 luglio, ore 19: Francesca Ciardiello presenta Bruno Mazzocchi

 

10 luglio, ore 19: Francesca Ciardiello presenta Silvia Meconcelli 

 

17 luglio, ore 19: Francesca Ciardiello presenta Dianora Tinti

 


 

Altri EVENTI 

 

VISITE GUIDATE al Polo culturale Le Clarisse

Per informazioni e prenotazioni telefonare al 3491082807 (Francesca) dopo le 14:00 anche tramite WhatsApp. 

Costi:

Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti: 10 euro + costo biglietto

Primo Conti. Le variabili del colore: 5 euro + costo del biglietto

Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti + Primo Conti: 10 euro + costo biglietto

 




Nella Chiesa dei Bigi continuano i concerti della Serie Scriabin.

A giugno sono previsti i concerti domenica 13 (ore 11.30) e domenica 27 (ore 21.15)

per prenotare chiamate il 392 1019472

 

Bollettino numero 11 (giugno 2021)

 

Questa newsletter è composta da tre rubriche:

1. Il breve editoriale del mese

2. Mostre

3. Eventi e News

Il breve editoriale del mese:

PRIMO CONTI A GROSSETO, UNA MOSTRA DA NON PERDERE

 

Enfant prodige della pittura, Primo Conti ha attraversato da protagonista le inquietudini del Novecento, dagli esordi, intorno al 1911, fino alla morte avvenuta nel 1988. Un’attività febbrile e unica, affidata a quelle «variabili del colore» che la nostra bellissima mostra grossetana intende ripercorrere e valorizzare.

 

La mostra, ideata dal Prof.Carlo Sisi e curata da Anna Mazzanti e Susanna Ragionieri, presenta capolavori provenienti dalle collezioni della Fondazione Primo Conti e dalla Fondazione CR Firenze. Tra le altre, Uomo col fiasco e Darsena di Viareggio (entrambi del 1915) e i preziosi dipinti futuristi La cocomeraia del 1917 e Strada di paese del 1918.

 

Primo Conti, tra il 1925 e il 1949, aveva ritratto membri della famiglia Ponticelli di Grosseto ed esposto le sue opere in due mostre organizzate nel capoluogo maremmano. Questo legame con il territorio – recuperato dalla figlia Maria Gloria Conti Bicocchi che, negli anni ’70, portò a Follonica l’esperienza del laboratorio di videoarte art/tapes/22 – ha stimolato il Polo Clarisse di Fondazione Grosseto Cultura e il Comune di Grosseto, con il contributo di Fondazione CR Firenze, a organizzare questa mostra e a inserirla in un ciclo di iniziative culturali denominato “Il lavoro culturale” (in omaggio a Luciano Bianciardi, morto 50 anni fa) che si interroga sullo sviluppo e la crisi del “mito della provincia” come serbatoio di spontanee forze di rinnovamento e come motore di fenomeni culturali in grado di creare nuove identità e coesione sociale.

 

Venite a vederla, è veramente una mostra da non perdere.

 

Mauro Papa

Direttore Polo culturale Le Clarisse

 



MOSTRE
 

Primo Conti / Le variabili del colore, a cura di Anna Mazzanti e Susanna Ragionieri.

La mostra prevede l’esposizione di 12 capolavori realizzati a partire dal 1913: sei opere sono state prestate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e sei dalla Fondazione Primo Conti.

Per informazioni e orari tel.0564 488066-067 o collezioneluzzetti@gmail.com

22 maggio – 5 settembre 2021

 

Simulacra

Il MAAM e Clarisse ospitano una mostra d’arte contemporanea – a cura di Stefania Sagliocco – con  opere degli artisti Michele Guerrini e Michele Guidarini.

14 maggio – 27 giugno 2021, ingresso libero.

 

Dinamica. Le sculture monumentali di Sauro Cavallini

Piazza Dante, Grosseto, 27 marzo – 30 settembre 2021

 


 

 

Senza titolo, mostra di un’opera monumentale di Lucio Pari

Piazza Baccarini, Grosseto.
 



EVENTI e NEWS 1


Fino a sabato 12 giugno è possibile scaricare il bando di partecipazione alla Notte Visibile della Cultura qui: 
https://www.fondazionegrossetocultura.it/index.php/la-notte-visibile-della-cultura-2021-il-bando-per-partecipare/

La Città visibile è una manifestazione d’arte e animazione culturale urbana, promossa da Fondazione Grosseto Cultura e coorganizzata dal Comune di Grosseto, nata nel 2008. La manifestazione è prevista per il periodo 18 – 26 settembre e include, sabato 25 settembre, una Notte Visibile della Cultura interamente organizzata (come nell’edizione 2020) sulle mura cittadine.

 




EVENTI e NEWS 2
 

I SABATI AL POZZO – max 15 persone, ingresso 5 euro

Arti, letture e degustazioni di vino nel chiostro delle Clarisse

per prenotazioni: tel.0564 488066-067 o collezioneluzzetti@gmail.com  

Sabato 5 giugno

ore 18:30 – Presentazione dell’opera Forme in continuo divenire di Alessandro Righetti, donata dalla famiglia al Polo Le Clarisse.

ore 19:30 – Performance di danza contemporanea: Il rumore delle piume. Una figura femminile. Una madre, una figlia, …una dea. In una atmosfera sontuosa e barocca si fa largo il senso di fragilità dell’esistenza umana, impalpabile come una piuma.

Coreografia: Francesca Selva

Interprete: Silvia Bastianelli

Musiche: Pergolesi

Consorzio Coreografi Danza d’Autore

Con il sostegno MIC e Regione Toscana

Rete Residenze Artistiche Toscane

Co-produzione Theatre du Centre Festival AvignonOff

 

Sabato 19 giugno

Ore 19 – Per il ciclo dedicato agli scrittori nel chiostro, sarà presente un nuovo autore maremmano. Quanto prima comunicheremo il nome.

Inoltre, se sei un artigiano il 25 settembre puoi partecipare gratuitamente alla mostra mercato in sala Eden; scarica il bando qui: https://www.fondazionegrossetocultura.it/index.php/mostra-mercato-di-artigianato-artistico-alla-sala-eden-il-bando/



EVENTI e NEWS 3

ARTHE’

Infusioni d’arte al Polo culturale Le Clarisse – max 15 persone, ingresso 5 euro

per prenotazioni: tel.0564 488066-067 o collezioneluzzetti@gmail.com

Giovedì 10 giugno ore 17:30  “Arthé con Ugo Nespolo”

Presentazione dell’opera “Melodico” di Ugo Nespolo e letture dal libro “Per non morire d’arte” di Ugo Nespolo, appena pubblicato con Einaudi. Dopo il tè sarà possibile visitare la mostra dedicata a Primo Conti.

 

Giovedì 24 giugno ore 17:30  La romanza per violino e pianoforte di Primo Conti

Nella Chiesa dei Bigi, sorseggiando il tè, sarà possibile godere di un concerto dal vivo speciale che interpreterà uno spartito per violino e pianoforte composto nel 1913, a soli 13 anni, da Primo Conti. Successivamente sarà possibile visitare la mostra delle opere del maestro fiorentino. 

 


 

Altri EVENTI e NEWS

VISITE GUIDATE al Polo culturale Le Clarisse

VENERDÌ 4 GIUGNO e 11 GIUGNO

VISITA GUIDATA mostra PRIMO CONTI / Le variabili del colore – ore 18:00 
€ 5 + ingresso mostra € 3  

VISITA GUIDATA MUSEO LUZZETTI + mostra PRIMO CONTI – ore 16:00 
€10 + ingresso museo €5

Per info e prenotazioni: 
Tel. 3491082807 – 0564488066

Per informazioni e prenotazioni telefonare al 3491082807 (Francesca) dopo le 14:00 anche tramite WhatsApp. 

Costi:

Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti: 10 euro + costo biglietto

Primo Conti. Le variabili del colore: 5 euro + costo del biglietto

Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti + Primo Conti: 10 euro + costo biglietto


Nella Chiesa dei Bigi continuano i concerti della Serie Scriabin.

A giugno sono previsti i concerti domenica 13 (ore 11.30) e domenica 27 (ore 21.15)

per prenotare chiamate il 392 1019472

 

 

Per le altre iniziative seguite i nostri canali social facebook e instagram
 



Per contattarci scrivi a poloculturaleclarisse@gmail.com  

 

 

 

 

Bollettino numero 10 (maggio 2021)

Questa newsletter è composta da quattro rubriche:

1. Il breve editoriale del mese

2. Mostre

3. Eventi e News

4. Extra (blog d’arte e podcast, file audio, video etc)

Il breve editoriale del mese:

IL MITO DELLA PROVINCIA


“La provincia, culturalmente, era la vera novità, l’avventura da tentare”. Così scriveva Luciano Bianciardi nel suo celebre pamphlet “Il Lavoro culturale”, pubblicato nel 1957, anticipando quegli aneliti di socializzazione della creatività che, dopo il 1968, diventarono impegno civile soprattutto in manifestazioni artistiche organizzate nella provincia d’Italia (come Parole sui muri, realizzata a Fiumalbo nel 1967, o Volterra 1973), dove era ancora possibile rivolgersi a una comunità di cittadini estranea ai condizionamenti del potere economico, istituzionale e culturale delle grandi città. La provincia, come diceva Bianciardi, era la sfida da tentare perché in provincia i fenomeni erano diversi, decentrati e non colonizzati, privi delle lusinghe omologanti dell’industria culturale. In provincia, inoltre, la vicinanza tra le persone era presupposto per una relazione autentica e per la fiducia reciproca, elementi fondamentali dello sviluppo culturale e identitario di una comunità.

Cosa rimane, dopo 50 anni dalla morte di Luciano Bianciardi, del mito della provincia come serbatoio di nuove e spontanee forze di rinnovamento? In tempi di villaggio globale, di urbanizzazione e omologazione, di grandi immigrazioni e pandemie, la provincia può ancora accogliere e produrre fenomeni culturali in grado di creare nuove identità e nuova coesione sociale? Il Polo culturale Le Clarisse – gestito da Fondazione Grosseto Cultura – se lo chiede organizzando, a 50 anni dalla morte del più grande scrittore grossetano del Novecento, Luciano Bianciardi, una manifestazione dal titolo “Il lavoro culturale” che – con il finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze – si articola in tre momenti distinti e multidisciplinari: passato, presente e futuro.

Per il passato, il 22 maggio inaugureremo in Clarisse una stupenda mostra dedicata al pittore Primo Conti e curata da Anna Mazzanti e Susanna Ragionieri; per il presente, verrà organizzata a settembre la dodicesima edizione della manifestazione d’arte e animazione culturale urbana La Città Visibile che, ogni anno, rende visibile la “temperatura culturale” della città; per il futuro, sarà organizzata in città a giugno una sezione grossetana del festival La città dei lettori.

Insomma, il 29 aprile abbiamo riaperto il Museo e speriamo di non chiuderlo più.

In maggio, a Grosseto, ci saranno ben 5 mostre targate Clarisse.

La cultura in provincia riparte alla grande.
 

Mauro Papa

Direttore Polo culturale Le Clarisse
 



MOSTRE
 

Senza titolo, mostra di opere di Lucio Pari

fino al 19 maggio 2021

vedi: https://www.clarissegrosseto.it/senza-titolo-opere-di-lucio-pari
 

La Divina Commedia di Tono Zancanaro

29 aprile – 19 maggio 2021

vedi: https://www.clarissegrosseto.it/la-divina-commedia-di-tono-zancanaro
 

Inside Simulacra, esposizione di Michele Guerrini e Michele Guidarini – a cura di Stefania Sagliocco

Galleria di Clarisse Arte, 25 marzo – 25 aprile 2021

 

Primo Conti / Le variabili del colore, a cura di Anna Mazzanti e Susanna Ragionieri.

La mostra prevede l’esposizione di 12 capolavori realizzati a partire dal 1913: sei opere sono state prestate dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e sei dalla Fondazione Primo Conti. 22 maggio – 5 settembre 2021
 

Dinamica. Le sculture monumentali di Sauro Cavallini

Piazza Dante, Grosseto, 27 marzo – 30 settembre 2021


 

EVENTI e NEWS


ARTHE’

Infusioni d’arte al Polo culturale Le Clarisse– max 10 persone, ingresso 5 euro

per prenotazioni: poloculturaleclarisse@gmail.commauropapa69@gmail.com

Giovedì 6 maggio 2021 ore 17:30  “Arthé con Dante” [e replica 13 maggio]

-17:30 visita Guidata (30′) alla Mostra “La Divina Commedia” di Tono Zancanaro a cura di Mauro Papa

-18:00 Lettura del libretto narratè di Dante nella Chiesa dei Bigi e degustazione del tè

 Giovedì 27 maggio 2021 ore 17:30 “Arthé in Maremma” [replica 3 giugno]

-17:30 visita Guidata molto breve e circoscritta (30′) “Primo Conti e la Maremma” a cura di Mauro Papa

-18:00 Lettura del libretto narratè sulla Maremma nella Chiesa dei Bigi e degustazione del tè

I SABATI AL POZZO – max 15 persone, ingresso 5 euro

Arti, letture e degustazioni di vino nel chiostro delle Clarisse

per prenotazioni: poloculturaleclarisse@gmail.commuseoluzzetti@gmail.com  

 Sabato 8 maggio ore 19 – Roberta Lepri

Sabato 22 maggio ore 19 – autore da individuare

VISITE GUIDATE al Polo culturale Le Clarisse

Prenotazione telefonica obbligatoria al 3491082807 (Francesca) dopo le 14:00 anche tramite WhatsApp.  

Venerdì 14 Maggio ore 16:00 – Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti

Venerdì 21 Maggio ore 16:00 – Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti

Venerdì 28 Maggio:

 ore 16:00 – Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti

 ore 18:00 – Primo Conti. Le variabili del colore.

Costi:

Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti: 10 euro + costo biglietto

Primo Conti. Le variabili del colore: 5 euro + costo del biglietto

Alla scoperta dei capolavori della Collezione Luzzetti + Primo Conti: 10 euro + costo biglietto

 


La Città visibile è una manifestazione d’arte e animazione culturale urbana, promossa da Fondazione Grosseto Cultura e coorganizzata dal Comune di Grosseto, nata nel 2008. La manifestazione è prevista per il periodo 18 – 26 settembre e include, sabato 25 settembre, una Notte Visibile della Cultura interamente organizzata (come nell’edizione 2020) sulle mura cittadine. Da mercoledì 7 aprile potete scaricare il bando di partecipazione qui: www.clarissegrosseto.it

 

 

Nella Chiesa dei Bigi riprendono i concerti della Serie Scriabin.

A maggio sono previsti i concerti domenica 16 (ore 18 e ore 20.45) e domenica 30 (ore 11.30)

per prenotare chiamate il 392 1019472

Per le altre iniziative seguite i nostri canali social facebook e instagram

 


 

EXTRA


Altri Sguardi, rubrica di giornalismo culturale a cura di Lorenzo Mantiglioni

Cadi tu o cado io?
 
Finalmente riaprono i luoghi della cultura e a noi non resta altro che andarci. Vedete, penso che questa ripartenza debba essere considerata come una sorta di rinascita per tutti. 
Facciamo un esempio: quanto sarebbe stato utile, per molti di noi, aver potuto affrontare questi periodi di lockdown con Cecità di José Saramago nel nostro background culturale? Dunque, la conclusione molto probabilmente viene da sola: necessitiamo, per costruire una società più consapevole e uno spirito decisamente più libero, di visitare quel mondo che troppo spesso dimentichiamo. 
Questi mesi sono stati duri, lo sappiamo. Ne ha risentito il nostro umore, il lavoro e la salute, ma anche ciò che conosciamo e ciò che potevamo conoscere. Non voglio certo cadere nel banale, nel dire un qualcosa di assolutamente scontato o perfino buonista. Ma non possiamo più farci cogliere impreparati. Di conseguenza, credo che sarebbe opportuno riappropriarsi di quei luoghi culturali che, indirettamente, ci permettono di riappropriarci di noi stessi. Conoscere le nostre radici, il nostro passato e gli artisti vissuti a Grosseto o che mettono oggi a disposizione il loro talento per la comunità, è fondamentale. 
Abbiamo di fronte a noi una grande opportunità da prendere al volo. Soprattutto in un periodo in cui le scuole sono state chiuse per tanto (troppo) tempo; in un momento in cui i palchi dei teatri sono rimasti nascosti dai sipari e le opere dei musei si sono ritrovate completamente sole.
Mettiamola così: forse, potrebbe pensare qualcuno, sono caduto nel banale con questo editoriale, ma l’importante è che tutti cadiamo in una mostra. 

Lorenzo Mantiglioni

 

Bollettino numero 9 (aprile 2021)

Questa newsletter è composta da quattro rubriche:

1. Il breve editoriale del mese

2. Mostre

3. Eventi e News

4. Extra (blog d’arte e podcast, file audio, video etc)

 

Il breve editoriale del mese:

ANCORA UN MESE CHIUSI, MA NON FERMI: RIPARTE CITTA’ VISIBILE

 

Il nuovo DPCM prevede, tra le misure anticovid, l’assenza di zone gialle in Italia fino al 30 aprile. Di conseguenza, a meno che non ci siano speciali (quanto inattese) deroghe per i musei, resteremo chiusi anche nel mese di aprile. 

Nel mese di aprile avevamo programmato tre mostre: Inside Simulacra (esposizione di Michele Guerrini e Michele Guidarini a cura di Stefania Sagliocco); La Divina Commedia di Tono Zancanaro (mostra di opere litografiche in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante); una sezione della mostra Il paesaggio di Maremmaorganizzata con il Polo Aldi di Saturnia. Purtroppo, valutando come prioritaria una grande mostra dedicata a Primo Conti che inaugureremo in maggio, queste mostre dovranno slittare o, al peggio, essere soppresse.

Nel mese di aprile, comunque, non resteremo fermi.

Se i nostri spazi rimarranno inaccessibili al pubblico, saranno comunque frequentabili gli spazi della città. Di conseguenza abbiamo prorogato fino al 30 novembre la mostra della scultura di Lucio Pari in Piazza Baccarini e abbiamo inaugurato l’importante mostra DINAMICA di Sauro Cavallini in Piazza Dante.  Anche i nostri spazi virtuali sono aperti, con il ciclo di video racconti “Fabbriche di Storie – percorsi narrati al Polo Culturale Le Clarisse” che possono essere fruiti ogni settimana sulla nostra pagina facebook.

Infine, riparte il percorso per l’organizzazione della manifestazione Città Visibile. Nei prossimi giorni verrà pubblicato il consueto bando partecipativo, che da venerdì 9 aprile potete scaricare qui: www.clarissegrosseto.it

 

Mauro Papa

Direttore Polo culturale Le Clarisse

 



MOSTRE
 

Dinamica. Le sculture monumentali di Sauro Cavallini

Piazza Dante, Grosseto, 27 marzo – 30 settembre 2021
 

Senza titolo, esposizione di una scultura monumentale di Lucio Pari

fino a 30 novembre 2021

vedi: https://www.clarissegrosseto.it/senza-titolo-opere-di-lucio-pari



EVENTI e NEWS




La Città visibile
 è una manifestazione d’arte e animazione culturale urbana, promossa da Fondazione Grosseto Cultura e coorganizzata dal Comune di Grosseto, nata nel 2008. La manifestazione è prevista per il periodo 18 – 26 settembre e include, sabato 25 settembre, una Notte Visibile della Cultura interamente organizzata (come nell’edizione 2020) sulle mura cittadine. Da mercoledì 7 aprile potete scaricare il bando di partecipazione qui: www.clarissegrosseto.it

 

Per le altre iniziative seguite i nostri canali social facebook e instagram

 


 

EXTRA


Intorno all’immagine, rubrica d’arte a cura di Camilla Lo Schiavo



Una nuova immagine toscana: il policentrismo uffiziano
 
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schimdt ha da poco annunciato il progetto Uffizi Diffusi: si tratta di un’operazione di mobilitazione culturale, che prevede una cessione temporanea di alcune delle opere del noto museo fiorentino a varie città toscane, selezionate secondo principi storico-artistici e ‘geografici’. Anche se in fase primordiale, dall’iniziativa traspaiono potenzialità positive: prima fra tutte, il policentrismo regionale. L’arte non può vivere solo nei grandi centri espositivi: occorre distribuirla sul territorio, e per farlo si necessita di un’estesa rete culturale. 
Attori di questa interazione saranno la Galleria, la Regione e le città. Tra queste, si è candidato anche il comune di Grosseto, per il suo forte legame con il territorio toscano, ben sviluppato attraverso la Collezione Luzzetti.
Schimdt si è proposto un minimo di 60 sedi, da realizzare nell’arco di un anno. Per il momento sono stati selezionati 5 enti: la Villa Medicea di Careggi, il Museo della Battaglia di Anghiari, il Museo Civico di Pescia, il Centro visite del Parco nazionale foreste casentinesi Monte Falterona e Campigna e la Villa Medicea “Ambrogiana” di Montelupo, un tempo sede dell’ospedale psichiatrico giudiziario, «il cui recupero rappresenterà un’acquisizione importantissima per l’intero paesaggio museologico nazionale».
Queste procedure restituiranno un’impostazione da verticale a orizzontale, differenziando mete e luoghi con l’inclusione di nuove comunità. Si tratta di riscrivere in modo più esteso le dinamiche di programmazione culturale, pensando oltre l’emergenza pandemica. In questo senso, musei come gli Uffizi hanno la possibilità (e la RESPONSABILITA’) di guidare la comunità museale nazionale verso altre e nuove prospettive. 
Ciò potrà avvenire se questo caso non resterà isolato.
 
Camilla Lo Schiavo

 

Bollettino numero 8 (febbraio 2021)

 
 
  • L’editoriale del Presidente Giovanni Tombari 
  • L’intervento dei direttori di Fondazione Grosseto Cultura
  • Gli eventi del mese
  • Dicono di noi
  • In arrivo
  • Partner 
  • Extra
La cultura non si ferma. Non è solo l’hashtag ormai diventato popolare per identificare gran parte delle iniziative culturali che si organizzano in tutto il Paese – Grosseto compresa – cercando di superare le enormi difficoltà causate dalla pandemia di Covid-19 della quale purtroppo non vediamo ancora la fine. È un principio che seguiamo ogni giorno. Infatti è proprio così: la cultura non si ferma e tutta Fondazione Grosseto Cultura, nonostante la chiusura forzata dei musei, continua a lavorare con volontà e coraggio per offrire eventi di qualità. Ne avremo una dimostrazione concreta proprio questo mese: da sabato 27 marzo le piazze del centro storico verranno impreziosite dalla bellezza delle sculture di Sauro Cavallini, sulla scia della mostra di Alberto Inglesi che tanto successo ha ottenuto la scorsa estate, un’altra tappa verso la realizzazione di quel “museo diffuso” dedicato all’arte contemporanea che vogliamo regalare a Grosseto. E altri grandi eventi sono in arrivo, come la tappa della 1000Miglia che toccherà la nostra città a giugno. Ma avremo occasione di parlarne. Nell’attesa, continuate a seguirci anche sui social. Coraggio: la cultura, e la vita, non si fermano. 

Giovanni Tombari
Ringrazio il direttore dell’Istituto “Giannetti”, il maestro Antonio Di Cristofano, per lo spazio che mi ha concesso nel mettere in evidenza alcune realtà molto interessanti e particolari: la musicoterapia e la propedeutica musicale. 

Da oltre vent’anni l’istituto di Fondazione Grosseto Cultura vede l’attivazione di un servizio di musicoterapia rivolto a bambini e adulti, con figure professionali certificate e di esperienza pluriventennale. La musicoterapia è una disciplina scientifica che si pone l’obiettivo di instaurare una relazione terapeutica stabile tra terapista e paziente attraverso il canale non verbale, con l’obiettivo di far acquisire al paziente nuove modalità di comunicazione con se stesso e con il mondo esterno. A tal fine la musicoterapia utilizza gli elementi della comunicazione corporo-sonoro-musicali non per fornire all’utente delle competenze musicali, bensì per potenziare e ampliare le sue modalità comunicative al fine di migliorare la sua qualità di vita. La docente, professoressa Marta Guidoni, ci ricorda che «i campi di applicazione della musicoterapia oggi sono molteplici, dalla prevenzione (ad esempio nelle scuole di ogni ordine e grado) alla riabilitazione, fino alla terapia (come nei casi di autismo). Da molti anni il servizio prevede incontri settimanali individuali, della durata di 40 minuti ciascuno. È importante sottolineare che, nel corso di questi anni, Fondazione Grosseto Cultura è diventata il punto di riferimento per gli organi istituzionali della provincia di Grosseto e della Asl zona sud est». 

Per quanto riguarda invece la propedeutica è invece importante sottolineare che, attraverso giochi musicali che prevedono l’integrazione fra stimolazione musicale e movimento del corpo, i bambini stabiliscono delle relazioni con lo spazio che li circonda e con gli altri. L’obiettivo finale del corso, ormai ventennale, consiste nell’esperienza del laboratorio stesso (inteso come attività di gruppo), che diventa uno strumento efficace come stimolo all’espressione della creatività personale, alla scoperta di sé e all’interazione con gli altri. La docente, professoressa Ilaria Schiaretti, sottolinea che «la finalità del corso è quello di avvicinare i bambini in modo divertente e istintivo al mondo della musica, stimolandone la curiosità e l’immaginazione». 

Claudio Cavalieri
vicedirettore Istituto musicale comunale “Palmiero Giannetti”
ENDEMISMI E SPECIE RARE DELLA TOSCANA

Grazie alla sua enorme diversità geografica e ambientale (dalle meravigliose isole dell’Arcipelago Toscano alle importanti aree umide costiere, dalle fitte macchie e boschi collinari agli agroecosistemi e ai corsi d’acqua dell’interno, fino alle faggete dell’Amiata e dell’Appennino) la Toscana rappresenta uno scrigno di biodiversità.
Nonostante questa affermazione sia ben nota a molti, pochi ne conoscono il significato in dettaglio. Per dare una misura di questa ricchezza basti pensare che solo le specie vegetali spontanee presenti nella nostra regione superano in numero quelle che vivono in tutto il Regno Unito. Ma non è solo un patrimonio numerico. Tra le migliaia di specie presenti, alcune si possono trovare solo qui in tutto il mondo: si tratta degli endemismi, il risultato di meccanismi evolutivi che hanno portato alla nascita di specie uniche e preziosissime, come ad esempio la Melanopsis etrusca, un piccolo caratteristico gasteropode che si può trovare oggi solo in un numero limitatissimo di località (tra cui, ad esempio, Poggetti Vecchi) dove sono presenti sorgenti termali con particolari condizioni chimico-fisiche.
Ci sono poi specie rare in quanto caratterizzate da esigenze ecologiche molto definite, che ne consentono la vita solo in determinati ambienti, talvolta relitti, come ad esempio l’Eurynebria complanata, un piccolo coleottero che vive sotto i tronchi spiaggiati durante il giorno, per uscire di notte a cacciare talitri (o pulci di mare), di cui è un formidabile predatore. Per questo è importante che dalle nostre spiagge naturali non vengano rimossi tronchi e detriti vegetali, che consentono, tra l’altro, la vita ad altre specie rare e in pericolo di estinzione, come ad esempio il fratino (Charadrius alexandrinus), un piccolo uccello costiero le cui popolazioni sono in declino. Si può affermare che quest’ultima specie appartenga ad una terza categoria, quella delle specie rare, seppure un tempo comuni: le prime a soffrire della nostra sempre più pesante impronta ecologica. L’elenco sarebbe lungo, da molte piante a specie animali diverse, in quanto il consumo del suolo, l’uso di pesticidi, la frammentazione ecologica, la pulizia dei corsi d’acqua e molte altre minacce indotte dalla attività dell’uomo hanno messo a dura prova (e in qualche caso portato all’estinzione) molte specie anche in Toscana.
Di tutto ciò parleremo in una serie di eventi on-line organizzati dal Museo di Storia Naturale della Maremma: “endemismi e specie rare della Toscana”, con lo scopo di introdurre alla scoperta di questo prezioso patrimonio comune. Gli incontri si terranno da febbraio a giugno on line sul sito del museo e in diretta Facebook e Zoom e si rivolgeranno ai principali gruppi sistematici, coinvolgendo ricercatori ed esperti che da tempo studiano la nostra biodiversità.
Vi invitiamo a seguirci, per conoscere più da vicino le nostre unicità, da proteggere e conservare (almeno) con la stessa passione con cui ci prendiamo cura di una preziosa opera d’arte!

Andrea Sforzi

CONTRO LA PANDEMIA, SCULTURE IN PIAZZA!

Per i musei, la condizione di emergenza sanitaria causata dal covid19 ha portato conseguenze preoccupanti, come la crisi del turismo e il conseguente drastico ridimensionamento degli accessi. Al tempo stesso, però, ha stimolato e accelerato un percorso virtuoso, quello di rafforzare il ruolo dell’istituzione museale come “luogo di comunità”.

Perché i musei non devono essere solo attrattori turistici ma anche, e soprattutto, spazi democratici in cui costruire benessere sociale e idee sostenibili di futuro. Il museo deve essere “relazionale”, cioè luogo di esperienza conoscitiva, aggregazione sociale, crescita civile e definizione identitaria dei singoli e della collettività. Di conseguenza, i musei più “utili” alla comunità sono quelli che riescono a essere più aperti e inclusivi.

In questo contesto di “apertura”, non solo i musei devono aprirsi alla città, stimolando gli abitanti a frequentare i propri spazi chiusi, ma anche la città deve aprirsi alle attività dei musei accogliendo negli spazi urbani iniziative e manifestazioni artistiche. Noi, come Polo Culturale Le Clarisse, nel nostro piccolo svolgiamo da anni il compito di portare arte e cultura nelle piazze e nelle strade. Ad esempio con la manifestazione d’arte e animazione culturale urbana La Città Visibile, con i progetti di Street Art (come il festival Oltremare) oppure con le residenze artistiche del progetto Fuori! e del progetto Trame in collaborazione con l’associazione Clan.

Con l’arrivo della pandemia, però, seguendo il motto “Spread Art Not Virus!” abbiamo deciso di consolidare la diffusione dell’arte pubblica in città e di attivare il progetto Sculture in piazza.

Abbiamo iniziato allestendo la mostra di sculture Donna in cammino di Alberto Inglesi (13 giugno – 5 agosto 2020), abbiamo proseguito con Senza Titolo di Lucio Pari (13 novembre 2020 – 15 marzo 2021) e adesso siamo approdati a un nuovo importante risultato: la mostra Dinamica di Sauro Cavallini, uno scultore così importante da aver collocato le sue opere monumentali a Strasburgo davanti al Palazzo del Consiglio d’Europa, nel Principato di Monaco (giardini Grace Kelly e  stazione ferroviaria), e nel Palazzo del Governo a Bonn.

Sabato 27 marzo inauguriamo le sue sculture in piazza, vi aspettiamo (in sicurezza)!

Mauro Papa

Con la Toscana in zona arancione anche i nostri musei- il Museo di Storia Naturale della Maremma e il Polo culturale Le Clarisse con il Museo collezione Gianfranco Luzzetti – restano CHIUSI.
Ma #laculturanonsiferma continua a seguire le nostre iniziative social e gli eventi online!


AL MOMENTO LE MOSTRE IN CLARISSE SONO PROGRAMMATE MA CHIUSE PER L’EMERGENZA COVID19;  
per sapere se e quando potranno aprire Clicca QUI
Senza titolo, esposizione di una scultura monumentale di Lucio Pari – piazza Baccarini, Grosseto –  Fino al 14 marzo 2021  Clicca QUI

Inside Simulacra, esposizione di Michele Guerrini e Michele Guidarini – a cura di Stefania SaglioccoGalleria di Clarisse Arte,  
25 marzo – 25 aprile 2021

La Divina Commedia di Tono Zancanaro, mostra di opere litografiche, sala 1 di Clarisse Arte, 26 marzo – 25 aprile 2021

Dinamica. Le sculture monumentali di Sauro Cavallini, Piazza Dante, Grosseto, 27 marzo – 30 settembre 2021
 


Potrai seguire le conferenze del Museo di Storia Naturale della Maremma in diretta streaming dalla pagina eventi del sito del museo e su facebook live stream, Clicca QUI

Endemismi e specie rare in toscana: i Lepidotteri,  
con Leonardo Dapporto – 6 Marzo 2021 – ore: 17:00 – 20:00
Clicca QUI

Endemismi e specie rare in toscana: i molluschi,
con Andrea Benocci – 20 Marzo 2021 – ore: 17:00 – 20:00
Clicca QUI

Il Fototrappolaggio e le indagini sulla salute della fauna,
con Simone Pisano – 24 Marzo 2021 -ore: 17:00 – 20:00

Clicca QUI

 

Fonte: La Nazione – Grosseto – 24/02/2021

Fonte: Tirreno – Grosseto – 21/02/2021

Fonte: Nazione- Grosseto – 04/03/2021

Per la festa della donna regala il Box Cultura:
“I volti delle donne nel Museo Luzzetti” seguici sui nostri social per essere aggiornato!

Grosseto Città che legge – clicca QUI
 

Fonte: Il Tirreno – Grosseto – 23/02/2021

“Fondazione Racconta”- scopri tutti i video di Fondazione Grosseto Cultura – clicca QUI

I Musei di Fondazione Grosseto Cultura partecipano a #PiccoliMuseiNarranti,iniziativa promossa dall’Associazione nazionale piccoli musei, un ciclo di video che andrà a costituire una biblioteca digitale sul canale YouTube di Apm.

scopri tutti i video del Museo di Storia Naturale della Maremma – clicca QUI

scopri tutti i video del Polo Culturale Le Clarisse – clicca QUI
 

 

Bollettino numero 7 (febbraio 2021)

Questa newsletter è composta da quattro rubriche:
1. Il breve editoriale del mese
2. Mostre
3. Eventi e News
4. Extra (blog d’arte e podcast, file audio, video etc)



Il breve editoriale del mese:
 
RIAPERTI!
 
Nel mese di gennaio, nonostante l’emergenza epidemiologica non sia ancora passata e praticamente non ci siano turisti, abbiamo riaperto il Polo culturale delle Clarisse.
Siamo felicissimi di questa opportunità anche perché ci stimola a ripensare profondamente non solo il ruolo del museo, ma anche il ruolo dell’arte e della cultura nella società italiana. Le parole che dovrebbero orientare questa riflessione – a mio avviso – sono: “bene comune”, “cura”, “welfare” e “comunità”. Da queste parole scaturisce una spinta in favore di pratiche museali e artistiche legate al territorio e capaci di migliorare la vita dei suoi abitanti anche in forme non materiali, processuali ed esperienziali. L’idea di arte – come del resto è sempre stata nel corso della sua storia – deve finalmente essere proposta non solo come “veicolo di bellezza”, ma soprattutto come potente mezzo di ridefinizione di una visione del mondo e di un futuro diverso, meno legato alle logiche di mercato e più legato al benessere e alla cura della comunità. 
Il museo, quindi, deve diventare un “presidio culturale del territorio” e un “museo di comunità”.  Perché un museo deve essere qualcosa di più di una collezione da visitare, di un attrattore turistico, di un luogo di conservazione e di ricerca – tutte funzioni museali necessarie ma tradizionali – per diventare sempre di più anche un  luogo di relazione e di formazione, un laboratorio creativo e uno spazio per residenze artistiche.
Questa è la sfida che dobbiamo cogliere. Riapriamo con questa speranza.
Seguiteci, perché nelle prossime newsletter vi indicheremo anche quello che abbiamo in mente.
 
Mauro Papa
Direttore Polo culturale Le Clarisse
 

 
MOSTRE


La bellezza svelata, Un tondo inedito di Botticelli dalla Collezione Luzzetti
A cura di Mauro Papa e Giovanni Gazzaneo
Polo culturale Le Clarisse, 23 ottobre 2020 – 21 marzo 2021
Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/un-tondo-inedito-di-botticelli-mostra-grosseto

 

Arcana Lux
Opere di Federico Mattera (Merisio), per il ciclo CANTIERE DELLE ARTI
Sala conferenze di Clarisse Arte, 29 ottobre 2020 – 5 febbraio 2021
Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/parte-il-cantiere-delle-arti-con-una-mostra-di-merisio
 

Senza titolo, esposizione di una scultura monumentale di Lucio Pari
e mostra in Clarisse Arte e MAAM Grosseto
13 novembre 2020 – 15 marzo 2021
vedi: https://www.clarissegrosseto.it/senza-titolo-opere-di-lucio-pari
 

 
EVENTI e NEWS
 
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EXTRA
 
Altri Sguardi, rubrica di giornalismo culturale a cura di Lorenzo Mantiglioni
 
Prendi il biglietto e scappa
 
Ci siamo lasciati alle spalle un anno complicato. Abbiamo dovuto, in primis, rapportarci con la minaccia del Covid-19, abbiamo dovuto razionalizzare la paura e l’incertezza, siamo stati obbligati a convincerci che molte delle nostre sicurezze quotidiane erano completamente messe al bando ed infine abbiamo dovuto reagire.
 
Non è stato facile – e in parte non lo è tuttora – ma in qualche modo ci siamo quasi abituati all’imponderabile e al vivere la giornata. Devo dirvi la verità, anche io ormai sposo la filosofia dell’“oggi ci sei, domani sei in zona rossa.” E ho iniziato a comportarmi di conseguenza.
Mi sono reso conto, soprattutto quando il lockdown e i confini comunali erano veramente divenuti insopportabili – seppur comprensibili -, che alcuni vizi, potremmo dire però virtuosi, mi mancavano particolarmente. Per esempio, visitare una mostra o ascoltare un concerto. Per carità, non fraintendiamoci, in questi momenti di pandemia ci sono ben altri problemi, ma non credo che tutto debba essere dimenticato in ragione di totem più alti da proteggere o da comprendere.
Ciò detto, arrivo al punto: se devo vivere la giornata come se fosse l’unica zona gialla che mi resta, non voglio privarmi di ciò che mi allieta. Ho, dunque, comprato due biglietti – uno per me e uno per la mia compagna – per una mostra da poco iniziata. Non vi dico quale perché non è importante, ma ciò che conta, a mio modesto parere, è la premessa: oggi è zona gialla, domani chissà.
Attenzione, con questo editoriale non voglio certo invitarvi a non essere giudiziosi e rispettosi delle regole. La volontà è quella d’invitarvi, in linea con tutte le normative, a uscire di casa e di tornare a vivere. Sapete che, dopo molte settimane e mesi complicati, finalmente sono riaperti i musei? Finalmente possiamo goderci – con decisamente meno marasma data l’assenza purtroppo del turismo straniero ed extraregionale – le nostre bellezze? In un Paese come il nostro, una repubblica democratica fondata sulla cultura e la bellezza, vedere le mostre e i cinema chiusi dovrebbe essere un sacrilegio, un illecito da sanzionare senza appello.
Ebbene, cari lettori, oggi più che mai, l’imperativo è quello di correre nei luoghi dell’arte. Abbiamo vissuto un anno buio, in cui la lontananza e la clausura ci hanno permesso di vivere e di proteggere i nostri cari, ma non possiamo fermarci. Oggi è zona gialla, domani chissà e  dunque “vorrei un biglietto per De Chirico, grazie.”
 



Intorno all’immagine, rubrica d’arte a cura di Camilla Lo Schiavo
 
Un lonfo per il nuovo anno

Quest’articolo era stato scritto per un silenzioso dicembre. Sebbene la situazioni sia cambiata dall’avvento del variopinto carioca italiano, la capacità di reinventarsi è (e deve essere) un motore portante per questa rinascita culturale nazionale. Rinnovo l’invito a cercare un lonfo per un nuovo anno.
Per questo mese i sipari sono ancora abbassati. Il lavoro culturale soffre per la mancanza fisica e l’invasione del digitale. Occorre della sperimentazione, pratica, ma soprattutto immaginativa. Un lieve incoraggiamento mi è stato dato dalla raccolta di Fosco Maraini, Gnosi della fanfole (1994). Si tratta di un vero e proprio capolavoro d’invenzione letteraria, poesie metasemantiche la cui comprensione risiede  in uno scioglilingua di suoni e versetti. Le fanfole di Maraini sono (o possono essere) tutto ciò che noi vogliamo: in un primo momento, quei termini inventati rilasciano un certo spaesamento. Quel senso bislacco e a tratti astruso risiede in un registro specifico, ovvero quello della fantasia. Il significato delle parole travalica la mera forma scritta e ciò che fa sorridere è il gioco che si determina mediante l’assonanza fonetica del significante. La Gnosi evoca un’idea, una storia che con l’elemento uditivo oltrepassa la dimensione del reale. Si tratta di puro significante, che ‘barigatta, t’alloppa e ti sbernecchia’, facendo dell’homo sapiens un homo ludens. Il subconscio divertito del lettore fa sue tali costruzioni poetiche, immergendosi in quella voragine di formule metasintattiche.
Un esempio della raccolta è la celeberrima poesia Il Lonfo, conosciuta per l’interpretazione di Gigi Proietti su Rai Tre, nel salotto di Serena Dandini (https://www.youtube.com/watch?v=AKgxlCIGqc8).

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce,
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa legica busia, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto
t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

In base alle capacità dell’autore-oratore, il Lonfo può assumere significati differenti: non si tratta solo di una questione di lingua. Il componimento è tale se nasce dal cuore e dal cervello. Il monologo di Proietti è magistrale perché di pancia, così da suscitare stupore ed emozione. Questi esperimenti linguistici sono vari nel panorama italiano: dai futuristi con le Parole in libertà, al gramellot di Dino Buzzati e Dario Fo.
Chi e cosa sia il lonfo? Probabilmente un animaletto nato dalla fantasia dell’autore.
Stuzzicate il vostro ingegno linguistico e immergetevi nella fantasia della metasemantica. Forse inventare e reinventarci può essere un buon proposito per il nuovo anno.
 
 


Bollettino numero 6 (dicembre 2020)

Questa newsletter è composta da due rubriche:
1. Il breve editoriale del mese
2. Extra (blog d’arte e podcast, file audio, video, etc.)



SENZA PROGRAMMA

Il bollettino del mese di novembre si è aperto con il mio editoriale intitolato: Senza titolo.
Ecco, questo bollettino si apre con il titolo Senza programma.
Perché purtroppo, come sapete, per le misure anti-covid non solo siamo stati costretti a rinunciare agli eventi, ma anche all’apertura al pubblico del Polo culturale Le Clarisse e del Museo Luzzetti.
E non sappiamo ancora quando potremo riaprire.
Nonostante ciò, il nostro lavoro continua. Un lavoro di progettazione e programmazione per un futuro che, nell’immediato, sembra oscuro e incerto, ma che sicuramente si aprirà a orizzonti più sicuri e confortevoli nell’anno che verrà.
Questa è la nostra speranza, e nel frattempo il Polo culturale Le Clarisse partecipa all’iniziativa #chiusimanonfermi dell’Associazione nazionale piccoli musei. Un progetto nazionale che si propone di creare una vera e propria biblioteca digitale con opere audio e video: in particolare letture ad alta voce con testi speciali e significativi per ciascun museo.
Inoltre, per continuare l’attività museale a porte chiuse, ogni settimana fino agli inizi di dicembre, proporremo 3 post settimanali sui profili Facebook e Instagram del Polo con l’intento di mantenere vivo l’interesse sulla mostra “La bellezza svelata” che comprende lo splendido Tondo di Botticelli e sul Museo collezione Gianfranco Luzzetti. I post usciranno il martedì, il giovedì e la domenica. Ecco il programma. Martedì: #ClarisseRacconta (con approfondimenti sulla mostra “La bellezza svelata” e sulla vita di Sandro Botticelli); giovedì: #ArtFocus (con un collage di post tematici, tratti dalle opere della Collezione Gianfranco Luzzetti); domenica: #Sundaysketch (con “schizzi d’arte” per adulti e bambini: in questo caso le opere della Collezione Luzzetti diventano tracce per poter esprimere la propria creatività). I primi post della serie sono già stati pubblicati sulla pagina Facebook “Polo culturale Le Clarisse” e sul profilo Instagram @pololeclarisse.
Spero che queste iniziative vi siano gradite, e colgo l’occasione per augurarvi una felice conclusione dell’anno e uno stupendo anno nuovo libero dai virus e colmo d’arte e di affetti.

Mauro Papa
Direttore Polo culturale Le Clarisse
 

EXTRA

Altri Sguardi, rubrica di giornalismo culturale a cura di Lorenzo Mantiglioni
 
Il senso del Senza titolo
L’altro giorno camminavo per il centro storico. Ero assorto nei miei pensieri, con la musica nelle orecchie e nascosto dalla maschera di questi tempi. Osservando con cura i volti dei presenti, era facile cogliere che ognuno di noi fosse sigillato nella propria individualità protettiva, per via della storia della pandemia. Eravamo tutti uguali, seppur diversi. Sommersi nei nostri giacchetti invernali, mascherate erano le nostre bocche e i nostri nasi e, per lo più, tutti eravamo dissociati dalla realtà grazie alle cuffie.
Nessuno parlava con l’altro, nessuno aveva la voglia d’incrociare gli occhi dello sconosciuto, che ora ha i tratti dell’infetto. Ecco, era questo il punto: se un popolo come quello italiano, composto da proverbiali portinai e abili oratori sul nulla e dell’assurdo, si ritrova ad essere così chino, con la schiena piegata nella giusta maniera, silenzioso ed impaurito, significa che il virus ci sta cambiando profondamente.
Assolutamente dispiaciuto di questa vana conclusione, raggiungo un scultura, in piazza Baccarini, che temporaneamente accompagnerà i passanti delle vie che s’incrociano ai suoi piedi. L’opera, di Lucio Pari, è una sorta di piramide longilinea che al proprio interno ha una piccola campana che suona, se scossa. La scultura si intitola Senza titolo e forse è la cosa più sensata di questo periodo assolutamente insensato. Il fatto che l’opera non abbia un nome, significa che l’osservatore è assolutamente libero d’interpretarla come vuole. Ha senso, se ci pensate: in questo periodo di regole da rispettare, di comportamenti virtuosi che dobbiamo seguire assiduamente, avere un po’ di libertà è un qualcosa di rivoluzionario. Allora, l’ho scossa. Ed ha suonato. Ma quella storia della gente chiusa in sé non mi permetteva di godermi la musicalità.
Tornando sui miei passi, trovai per terra un documento. Pensai che non dovessi toccarlo, per quella storia del Covid. Lo afferrai comunque e lo lessi. Il proprietario abitava proprio lì dietro l’angolo. Suonai al campanello, spiegai tutta la faccenda e una signora, di circa una settantina d’anni, scese le scale del condominio. A quel punto, come d’istinto, controllai che la mascherina fosse al suo posto. Appoggiai il documento ai piedi della porta, sorrisi con gli occhi e mi allontanai. Ero stato distaccato, asettico, proprio perché non volevo rischiare di contagiare, visti i tempi. Poi ripensai ai passanti tutti curvi e silenziosi. Tornai indietro e, seppur da lontano, dissi: “Le auguro una buona serata, signora.” Lei mi sorrise e ci salutammo in sicurezza. A quel punto sentii nitidamente il suono della campana dell’opera Senza titolo. L’avevo finalmente interpretata: vivi.
 





Intorno all’immagine, rubrica d’arte a cura di Camilla Lo Schiavo

In principio era una cattedrale

Raymond Carver ( 1938 – 1988) è un grande scrittore americano che ha sempre narrato storie. Un suo celebre racconto, Cattedrale (che fornisce il titolo all’omonima raccolta), induce a riflettere sul modo di guardare e rappresentare un edificio medievale: la percezione in questo caso viene intesa come un atto interiore,  la quale trascende dalle apparenze, per superare, mediante l’intelletto, l’epidermide della materialità. Non per caso, il protagonista del racconto è un cieco, Robert, che viene invitato da una cara amica a cena. Il marito di quest’ultima, che funge da narratore, nutre nei confronti di Robert una certa diffidenza, alimentata dalla sottile gelosia verso il rapporto di confidenza che lo lega a sua moglie. Dopo il pasto serale, ha inizio il pigro automatismo dello zapping televisivo, finché non viene trasmesso un documentario sulle cattedrali. Il narratore si scusa con Robert, ma il cieco lo prega di restare su quel canale perché n’è incuriosito: il documentario spazia sull’intera Europa, prendendo come esempi Notre-Dame a Parigi, diverse chiese italiane con le loro pareti dipinte. Il narratore chiede a Robert se abbia idea di cosa sia effettivamente una cattedrale: 
“So che ci sono voluti centinaia di uomini e cinquanta o cento anni per costruirle, ma ammetto di saperlo per lo speaker televisivo, e dunque non ne posseggo un’idea precisa.”
Il non vedente chiede allora al vedente di descrivergliene una. Quest’ultimo va in confusione: afferma che le cattedrali sono altissime e che “Devono avere dei puntelli” ( per gli amici medievalisti gli archi rampanti), “a volte le cattedrali hanno diavoli e roba del genere scolpiti all’esterno sulla facciata. Altre volte dame e cavalieri. Non mi chiedere come mai”, “le cattedrali sono fatte di pietra, a volte di marmo, ed esprimono la volontà degli uomini di essere vicini a dio. Poi … e poi”,
poi si arrende. Oltre a queste generalità, la cattedrale resta indescrivibile. 
“Il fatto è che le cattedrali non significhino niente di speciale per me. Niente. Le cattedrali sono solo cose da vedere in tv la sera tardi. Tutto lì”.
E’ questo il punto su che ci dobbiamo soffermare: non significano niente, ma perché la nostra fantasia non è stata sufficientemente stuzzicata. Allora Robert chiede un foglio da disegno e una penna, e invita il suo ospite a disegnare assieme a lui una cattedrale. 
In un momento come questo, mi pare poco utile scrivere di critica d’arte; piuttosto, vorrei punzecchiare la vostra creatività: a volte anche una visita inattesa e poco gradita – quella di un amico cieco, per esempio – può smuovere emozioni dimenticate.
A voi l’invito per questa lettura e a saper guardare ciò che vi circonda.



Bollettino numero 5 (novembre 2020)

Questa newsletter è composta da quattro rubriche:
1. Il breve editoriale del mese
2. Mostre
3. Eventi e News
4. Extra (blog d’arte e podcast, file audio, video)


Il breve editoriale del mese:
SENZA TITOLO
Ci attende un mese particolare, con ingressi contingentati e tanti eventi annullati o rimandati. Per le misure anti-covid, siamo stati costretti ad annullare o rimandare – solo temporaneamente, speriamo – alcune iniziative di successo come la visita guidata teatralizzata “Il Diavolo con gli occhiali”, i concerti Scriabin nella Chiesa dei Bigi, e come il neonato appuntamento di Arthé (infusioni d’arte nella Chiesa dei Bigi ). Il museo, però, rimane aperto con il consueto orario e in perfetta sicurezza: i capolavori della collezione Luzzetti, compreso lo splendido tondo di Botticelli che potremo ammirare fino al 10 gennaio, vi aspettano per regalarvi – in tempi tanto cupi – bellezza e serenità. Inoltre, rimarranno in mostra le opere del giovane Merisio e verrà inaugurata una nuova opera scultorea in Piazza Baccarini, di fronte al museo. Un’opera senza titolo, una mostra senza titolo, per un artista orgogliosamente “senza titoli”. L’autore della scultura, Lucio Pari – nonostante il grandissimo talento – si schermisce se lo chiami “artista”. Si considera solo un artigiano. Di valore, però. “Lucio – gli ho chiesto – come si intitola la tua opera?”“Non ha titoli – mi ha risposto – se dai un titolo a un lavoro ne condizioni la percezione. E invece tutti devono essere liberi, di fronte a un’opera, di provare emozioni vergini ”. “La metteremo in piazza tra gli alberi, in prossimità del periodo natalizio – lo provoco – che ne dici se la chiamiamo Albero di Natale?” “Chiamala come ti pare – sorride – anzi, mettiamoci anche le palle, la stella e le lucine!” Ma no, lasciamola sobria e Senza Titolo, caro Lucio. Risparmiamo le parole, coltiviamo le emozioni. Come in questo breve editoriale, frutto di un periodo che ci ricorderemo per sempre. 

Mauro Papa
Direttore Polo culturale Le Clarisse
 
MOSTRELa bellezza svelata, Un tondo inedito di Botticelli dalla Collezione Luzzetti A cura di Mauro Papa e Giovanni GazzaneoPolo culturale Le Clarisse, 23 ottobre 2020-10 gennaio 2021 (per l’inaugurazione vedi sotto sezione: Eventi)
Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/un-tondo-inedito-di-botticelli-mostra-grosseto Arcana LuxOpere di Federico Mattera (Merisio), per il ciclo CANTIERE DELLE ARTI Sala conferenze di Clarisse Arte, 29 ottobre – 8 novembre Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/parte-il-cantiere-delle-arti-con-una-mostra-di-merisio Due dipinti di Pietro Aldi (Testa di donna, Studio di Cavalli) Corner Aldi, Polo culturale Le Clarisse, 9 ottobre 2020-10 gennaio 2021. 
Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/uno-studio-e-un-bozzetto-nel-corner-aldi

Senza titolo, esposizione di una scultura monumentale di Lucio Pari e mostra in Clarisse Arte. Piazza Baccarini, 13 novembre 2020-14 marzo 2021 

EVENTI e NEWS

Inaugurazione della mostra: Senza titolo di Lucio Pari, venerdì 13 novembre ore 17, Clarisse Arte. 
È consigliabile la prenotazione 0564 / 488066-067-547 o collezioneluzzetti@gmail.com Visita guidata:• Tutti i sabati alle ore 18:00, “Alla scoperta dei capolavori della Collezione Gianfranco Luzzetti”, visita guidata al museo (max 7 persone), prenotazione obbligatoria: 3491082807• Tutti i venerdì e sabati alle ore 19:00, “Un tondo inedito di Botticelli dalla Collezione Luzzetti”, visita guidata al museo (max 10 persone), prenotazione obbligatoria: 3491082807

EXTRA

Altri Sguardi, rubrica di giornalismo culturale a cura di Lorenzo Mantiglioni

Sintomatica necessità di Banksy
Lo so che viviamo in tempi difficili – e il proprio punto di vista rischia di risultare superfluo ed anche un po ‘egoistico -, ma io ho due biglietti che tengo stretti tra le dita e non so che cosa pensare. Ogni tanto rileggo le solite parole: “Banksy Visual Protest. Chiostro del Bramante, Roma “. Sì, ecco così. Qualcuno di voi potrebbe storcere il naso ed alzare il dito: “Alle porte di un possibile lockdown, con migliaia di contagi giornalieri, tu vuoi protestare perché non puoi andare a vedere una mostra?”. Hai ragione, effettivamente, almeno en passant, il mio editoriale potrebbe sembrare una riflessione assolutamente fuori luogo rispetto a tutti i problemi che l’Italia sta affrontando. Ma vedete, la vostra prima impressione, forse, potrebbe essere leggermente opinabile. Sapete perché? Perché io, nonostante le decine di buone ragioni logiche che mi dovrebbero portare a buttare tutto e lasciar perdere una mostra romana, non riesco a staccare gli occhi da quelle parole. E le pieghe del biglietto, che si racchiude con la pressione delle mie dita, persistono convintamente. In fondo, perché mai dovrei far finta che la nostra lontanissima quotidianità, quella quasi un po ‘detestata perché tutto era facile – ad esempio: Roma era dietro l’angolo – non è poi così importante?Avevo comprato quei biglietti circa un mese fa, quando l’estate ancora non aveva lasciato il passo alle sfumature dell’autunno, per il compleanno della mia compagna e mi ero detto: “Perché, no? In fondo ce la meritiamo una giornata a Roma e la mostra di Banksy”. Beh, ora però sembra tutto più complicato. Mentre il nostro Paese si chiude a colpi di contagi e di decreti, raggiungere la capitale per visitare un museo pare una chimera. Ecco, è questo il punto: ciò che fino a ieri sembrava semplicissimo, vieni a salire su un treno, insieme alla propria compagna, per visitare un museo, oggi non è affatto. Forse avete ragione, ci sono tantissimi problemi in questo periodo, molto più ingombranti di questo breve editoriale ed io dovrei farmene una ragione. Ma mi spiegate perché continuo a tenere stretti i miei biglietti che sanno tanto di una necessità sintomatica di normalità? 


Intorno all’immagine, rubrica d’arte a cura di Camilla Lo Schiavo


Menti congenite: un’occasione di critica sul tondo botticellianoDa circa un settimana, la nuova attrazione del Polo Culturale le Clarisse (Grosseto) è divenuta il tondo del fiorentino Sandro Botticelli (1446 -1510), Maestà con bambino. Esposta per la prima volta al pubblico, l’opera sarà la protagonista della mostra La bellezza svelata, un’esposizione curata da Maura Papa e Giovanni Gazzaneo, assieme adalcuni capolavori del Seicento fiorentino. La tela, acquistata dall’antiquario e mecenate Gianfranco Luzzetti – in un’asta londinese di Christie’s nel 1985 – è posta su un supporto circolare, in cui figurano in primo piano la Madonna e il bambino, mentre ai due lati di sbieco il San Giovanni e un angelo. Conclusa probabilmente in bottega, presenta diverse analogie con l’autografo botticelliano custodito a Palazzo Pitti, motivo che ne comprova l’autenticità e permette di datarlo nella metà del Quattrocento. Le figure ritratte sono in perfetta linea con il modus operandi botticelliano: poco solide, ma sinuose e luminose, mancanti di quella correttezza segnica dei coetanei Masaccio e Pollaiolo. Oltre ad ammirare le tinte e gli spazi di silenzio fra le figure, un motivo di riflessione è costituito da un aspetto che si cela dietro la realizzazione dell’opera, ovvero il suo background artistico-sociale. Formatosi nella bottega di Andrea Verrocchio (1435-1488), Botticelli conserva l’idea dell’importanza dell’artigianalità dell’arte, divenendo il maestro-artista che insegna agli allievi-apprendisti i segreti della pittura: all’epoca i lavori in bottega erano fondamentali per migliorare la resa figurativa. Questo tondo si fa esemplificazione di questo discorso, rivelandosi un prodotto corale: si tratta di un capolavoro a più mani, in cui si riconosce la firma di Sandro, anche se nel volto dell’angelo e del San Giovanni il tratto appare più marcato e meno stilizzato. L’artefatto può quindi non solo esser letto attraverso una prospettiva tecnica, ma assumere una valenza simbolica: in un momento particolare come questo, riscoprirsi umani davanti a queste immagini fa sentire inaspettatamente meno soli e allo stesso tempo cinti, non da Botticelli, ma dall’arte stessa. Il significato intrinseco del tondo risiede nella sua realizzazione: un’ideale di cooperazione che aiuta oggi a sollevare nuove questioni. Peter Ustinov diceva che se Botticelli fosse ancora vivo sicuramente lavorerebbe per Vogue. L’attore svincola l’artista dal suo tempo per rilasciarne un’immagine contemporanea: l’auto referenzialità dell’arte è ora motivo di etero referenzialità. Alla vista del tondo, cercate di liberarvi dalla sua appartenenza al Rinascimento e attualizzatelo. Cosa vi richiamano quei volti? A voi la risposta e l’invito di riflessione.
 


Cinema ad Arte, rubrica di cinema a cura di Alice Coiro
Buio in sala – 1 ottobre 2020
Entro al cinema, acquisto il biglietto per vedere Le sorelle Macaluso, posto 18 F, mi siedo, in tutto, nella sala, saremo stati 15 persone, la sala era piccola ma tutti perfettamente distanziati e con la mascherina.. partono i titoli di testa.. in quel momento, prima di abbandonarmi totalmente nel buio della sala, mi rendo conto che erano ben 7 mesi che non mettevo piede in un cinema. A quel punto, carica di entusiasmo, il giorno dopo decido di tornare per vedere Lacci, e il giorno dopo ancora, per vedere Un divano a Tunisi, tre film d’autore, diversi tra loro, ma ugualmente carichi di emozioni e contenuti, tutti, presentati in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, il primo grande evento culturale internazionale post-covid. Le sorelle Macaluso, è stato una certezza, ma, del resto, non avevo dubbi che la regista, Emma Dante, avrebbe presentato un lavoro eccezionale, trasformando la famosa pièce teatrale in un film poetico e fiabesco e, allo stesso tempo, grottesco e brutalmente realistico. Lacci, il più deludente a livello di sceneggiatura, passa, a mio parere, la sufficienza, grazie alle interpretazioni dei protagonisti (Silvio Orlando, Laura Morante, Luigi Lo Cascio, Alba Rohrwacher)
e a una sapiente regia firmata Daniele Lucchetti. L’autore riesce a raccontarci per immagini, le storie di diversi personaggi, ambientate in diversi tempi storici, intrecciandole magistralmente, come in un unico piano sequenza, come se ci raccontasse una sola grande storia.E infine Un divano a Tunisi, opera prima della regista franco-tunisina Manele Labidi Labbé, commedia brillante sulle barriere culturali.
25 ottobre 2020
Un nuovo DPCM, i cinema chiudono. Sale in me un’enorme tristezza, tanti dubbi, tante incertezze, sulle sorti del cinema..riuscirà a sopravvivere quest’arte? Penso a questo settore già in enorme difficoltà, che cerca di destreggiarsi tra la nuova tecnologia e l’ignoranza generale di attribuire al cinema qualsiasi immagine in movimento priva di contenuti.
28 dicembre 1895
I fratelli Lumière proiettano per la prima volta in pubblico il loro cortometraggio intitolato La sortie des usines Lumière, formato da un’unica inquadratura. A questa data viene attribuita la nascita del cinema
15 settembre 2009
Assisto alla mia prima lezione di cinema all’Università, il professore ci fa riflettere sul significato di cinema. Perché la nascita del cinema viene attribuita proprio a quella data? Cos’è il cinema? È un luogo? É un’ arte?Perché la sua nascita non è stata attribuita a quando, per esempio, è stata inventata la prima telecamera? O girato il primo film? Perché è stato scelto proprio quel momento?Perché questo è il cinema,
un luogo fatto di persone che condividono emozioni..
e questo è il perché non morirà mai.
Buio in sala.
 

 

Bollettino numero 4 (ottobre 2020)

Il breve editoriale del mese:
BOTTICELLI A GROSSETO! Dal 23 ottobre e fino al 10 gennaio 2021 il Polo culturale Le Clarisse ospiterà un’importante mostra dedicata a un bellissimo  tondo di Sandro Botticelli (e bottega), raffigurante una Madonna con Bambino, San Giovannino e un angelo (tempera su tavola, diametro cm.85). L’opera fu acquistata da Gianfranco Luzzetti nel 1985 ad un’asta Christie’s, a Londra, per la sua collezione privata. Da allora non è mai stata esposta al pubblico. La mostra è inserita nella Settimana della Bellezza, promossa dall’ufficio per la pastorale culturale della Diocesi di Grosseto e da Fondazione Crocevia con la co-organizzazione di Comune di Grosseto e Fondazione polo universitario grossetano. Main sponsor: Fondazione Bertarelli. Questa mostra sarà la prima di un ciclo di mostre dedicate, ogni autunno, a un capolavoro della collezione fiorentina di Gianfranco Luzzetti che, al riguardo, dice: “La mostra del tondo di Botticelli rappresenta un’ottima opportunità per inaugurare un ciclo di eventi in grado di assicurare al museo di Grosseto una continua promozione e valorizzazione: ogni anno presterò un’importante opera della mia collezione fiorentina per creare una rinnovata attenzione e un interesse costante. Il mio impegno per Grosseto non solo non si è esaurito, ma rimane immutato. In più, dato che questa edizione della Settimana della Bellezza è dedicata al ‘dono’, vorrei comunicare alla comunità grossetana che sto pensando a un un nuovo dono: non escludo che, in futuro, il tondo di Botticelli possa entrare in modo permanente nella collezione del mio museo in Maremma”.
Mauro Papa – Direttore Polo culturale Le Clarisse
 
MOSTREDue dipinti di Pietro Aldi (Testa di donna, Studio di Cavalli) Corner Aldi, Polo culturale Le Clarisse, 9 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021 La bellezza svelata, Un tondo inedito di Botticelli dalla Collezione Luzzetti A cura di Mauro Papa e Giovanni Gazzaneo – Polo culturale Le Clarisse, 23 ottobre 2020 – 10 gennaio 2021 (per l’inaugurazione vedi sotto sezione: Eventi)
Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/un-tondo-inedito-di-botticelli-mostra-grosseto Arcana Lux Opere di Federico Mattera (Merisio), per il ciclo CANTIERE DELLE ARTISala conferenze di Clarisse Arte, 29 ottobre – 8 novembre Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/parte-il-cantiere-delle-arti-con-una-mostra-di-federico-mattera
 
EVENTI e NEWS Piano recital di Murad Abasov, Scriabin Concert Series, domenica 11 ottobre, ore 11.30, Chiesa dei Bigi 
Per prenotazioni: tel 392 1019472 Visita teatralizzata Il diavolo con gli occhiali, con Mirio Tozzini. Giovedì 8 e giovedì 15 ottobre, ore 21.00, Museo Luzzetti. Per info e prenotazioni 0564/488066-067-547 o collezioneluzzetti@gmail.com 

Arthé / infusioni d’arte nella chiesa dei Bigi, primo appuntamento. Presentazione del libro d’arte di Annalaura Longo e degustazione di thèvenerdì 16 ottobre, ore 17, Museo Luzzetti. Max 15 posti. Per info e prenotazioni: 0564/488066-067-547 o collezioneluzzetti@gmail.com
Inaugurazione della mostraLa bellezza svelata, Un tondo inedito di Botticelli dalla Collezione Luzzetti, venerdì 23 ottobre ore 17, Chiostro di San Francesco. Necessaria la prenotazione inviando una email a progettoculturale@grosseto.chiesacattolica.it
 

Piano recital di Paolo Scofarella, Scriabin Concert Series, domenica 25 ottobre, ore 11.30, Chiesa dei Bigi. Per prenotazioni: 392/1019472
 
Visite guidate:  Tutti i sabati alle ore 18:30, “Alla scoperta dei capolavori della Collezione Gianfranco Luzzetti”, visita guidata al museo (max 7 persone), prenotazione obbligatoria: 3491082807
 
EXTRA
Altri Sguardi, rubrica di giornalismo culturale a cura di Lorenzo Mantiglioni
Abbracciami forte, sono a casa. Qualche giorno fa, mentre mi trovavo su una strada secondaria e di campagna, tra Pitigliano e Sovana, un pensiero mi è passato nella mente. C’era così tanta bellezza intorno a me, che una strana malinconia di ritorno si è palesata per un attimo. Ho pensato che dopo una lunga estate, in cui tutti noi abbiamo sentito il bisogno di evadere, di uscire dalla nostra quotidianità, di lasciare alla spalle per un po’ l’eco assordante delle strade vuote durante il lockdown, che forse era il momento di ritornare alle origini.Ci siamo lasciati, con l’ultimo editoriale, al concetto di vederci, di prenderci questa bellissima libertà, con baci virtuali, con abbracci da riporre – per prudenza – nelle nostre tasche. Bene, ora però che è tornato l’autunno e quella voglia di fuggire viene meno, dobbiamo guardarci indietro. È forse arrivato il momento di prenderci una tazza di tè sotto le coperte, di muoversi in contesti più protetti e conosciuti e magari è pure arrivato il momento di rimettere a posto quell’anta della credenza che, durante l’estate, è rimasta difettosa.Perché non ripartire da noi, dunque? Perché non abbandonare, almeno per un po’, questo sentimento di camminare verso un mondo lontano o alternativo? Perché non tornare alla nostra terra, alle nostre origini? Forse è giunto l’attimo di ripartire proprio da noi stessi e dalla nostra storia. Non lo so, sarà stato il fascino di quello scorcio maremmano a farmi sentire il bisogno di visitare la sinagoga di Pitigliano. Di camminare tra le vie di Sovana e di Scansano, proprio come facevo qualche anno fa, magari per mano dei miei genitori. E sapete che cosa? Mi sono sentito felice. E forse – ne sono sempre più convinto -, il vero passo in avanti è quello da fare indietro. Tornare a visitare le nostre bellezze, frequentare le nostre piazze e musei. Forse è arrivato il momento di tornare a sentirsi protetti. Abbiamo così tante ricchezze, tutte intorno a noi, che è veramente uno spreco non conoscerle.E quel sentimento, quel bisogno istintivo e privato, non è più andato via. Vi direi di abbracciarvi forte, questa volta però non in modo virtuale ma concretamente, perché non siamo più fuori, ma a casa.
   Intorno all’immagine, rubrica d’arte a cura di Camilla Lo Schiavo
Augmented reality: drammaturgia del virtuale a Capalbio Inaugurata a fine luglio, la mostra ‘Augmented liberty – Esperimenti d’arte in realtà aumentata’, curata da Maria Concetta Monaci con il patrocinio del comune di Capalbio, traduce le diversificate formule del virtuale in immagini interattive e performative. Oltre alla normale visita espositiva, presso la Galleria il Frantoio, alcune opere esposte beneficeranno di un’ulteriore espansione, ossia quella della realtà aumentata: come in sorta di caccia al tesoro, attraverso l’utilizzo di un’apposita app (gratuita e di facile installazione), sarà possibile per la spettatore possedere una visione ‘aggiuntiva’ dell’artefatto artistico proposto, mediante la riproduzione tattile e digitale dello schermo, in cui l’iconicità dell’oggetto assumerà caratteri virtuali e falsamente veritieri, per la sua intrinseca dimensione tridimensionale, datasi lungo le mura merlate del piccolo borgo toscano. Gli artisti scelti sono Maurizio Savini, Giuliano Tomaino, Antonio Barbieri, Armando Tanzini e Bruno Pellegrino, habituè del comune per le precedenti collaborazioni presso Il Frantoio. Ciò ha giovato per la messa in scena dell’iter espositivo: conoscere quei luoghi comporta a un’arte consapevole delle proprie radici e perciò maggiormente fruibile. Il percorso si articola in piccole tappe di mezz’ora circa, riscontrabili su una mappa ad hoc della cittadina, lasciata in precisi infopoint: l’obiettivo è quello di restituire, mediante le telecamere dello smartphone, un’esperienza sensoriale totalizzante, focalizzandosi su un’estetica non più basata sulle forme e sulle cose, bensì su azioni e comportamenti: l’arte diviene relazione fra oggetti e individui e l’artista è colui che genera le condizioni per tali situazioni, mutanti e rinnovabili grazie al singolo intervento dell’osservatore. Il pubblico, eterogeneo per fascia d’età, potrà così condividere le proprie riflessioni sui social, mediante foto o video della propria esperienza con l’hashtag #augmentedliberty e #estatecapalbio.
 
“Così facendo intendiamo avvicinare tutti all’arte contemporanea, grandi e piccoli, appassionati e non, al di là dei distanziamenti sociali e fisici imposti dall’era Covid”
(Maria Concetta Monaci, Presidente dell’Associazione Culturale Il Frantoio)
 
Il reale verrà arricchito e potenziato dal virtuale: si può parlare di realtà ideale?
Augmented liberty terminerà l’undici ottobre, concludendo gli spettacoli della scena estiva capalbiese. Affrettatevi se potete!
 

 

Bollettino numero 3 (settembre 2020)

Il breve editoriale del mese: TORNA LA CITTA’ VISIBILE! 
Nel 2020 La Città Visibile, manifestazione d’arte e animazione culturale urbana, giunge alla sua undicesima edizione.  Dal 18 al 27 settembre il centro storico di Grosseto sarà animato da decine di iniziative culturali, come l’Hexagon Film Festival (Corti in vetrina) e le mostre d’arte legate al tema “Fuori di sé” che, in questa edizione, sarà dedicato alle auto-rappresentazioni nell’epoca dei selfie. I grossetani, nel tentativo di distinguersi dalle banalità omologanti dei selfie da social, con questi autoritratti (fotografici, pittorici, narrativi, performativi) racconteranno un sé libero da convenzioni e stereotipi, in grado di andare oltre la superficie descrittiva dell’immagine per animare originali sfide identitarie, politiche e sessuali. Le sedi privilegiate delle mostre “Fuori di sé” saranno due: Polo culturale Le Clarisse e Museo Archeologico e d’Arte della Maremma. Il nucleo principale della manifestazione, come sempre, sarà rappresentato dalla Notte Visibile della Cultura, che nel 2020 si terrà – sabato 19 settembre – interamente sul circuito delle mura cittadine. La scelta di spostare tutte le iniziative culturali della Notte dal centro storico alle mura è stata dettata da motivi di sicurezza: la Notte Visibile della Cultura ha sempre richiamato nel centro di Grosseto moltissime persone; un affollamento che in questa edizione – per le norme sul distanziamento sociale relative all’emergenza Covid 19 – non sarà più consentito. Di conseguenza, per non cancellare l’evento, si è deciso di spostare la Notte Visibile sulle mura di Grosseto per creare un percorso in sicurezza, cioè una passeggiata continua sulla pista ciclabile che troverà delle piccole soste solo nella zona dei bastioni dove, se ci sarà posto, le persone potranno fermarsi e assistere alle varie performance. Buona Città Visibile! Mauro PapaDirettore Polo culturale Le Clarisse

 MOSTRE


A.S.I.A. mostra d’arte di David Pompili dedicata ad Asia Argento.
Clarisse Arte, 30 luglio – 13 settembre 2020, ingresso gratuito.
Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/asia-di-david-pompili 


Pietro Aldi e Paride Pascucci nelle collezioni pubbliche di Grosseto
Clarisse Arte, 18 maggio – 13 settembre 2020, ingresso gratuito
Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/pietro-aldi-e-paride-pascucci-nelle-collezioni-pubbliche-di-grosseto

 
FUORI DI SÉ / Auto-rappresentazioni nell’epoca dei selfie,
18-27 settembre, Clarisse Arte, sezione fotografie, ingresso gratuito
MAAM, sezione video, dipinti e sculture e sezione I giorni del Silenzio,
ingresso gratuito
Vedi:https://www.clarissegrosseto.it/torna-la-citt%C3%A0-visibile-con-la-notte-della-cultura

EVENTI e NEWS

Fino al 12 settembre: è aperta la CALL FOR ARTISTS 2020
Sculture in piazza

La call è gratuita e aperta a tutti gli scultori che vogliono esporre una propria opera monumentale in Piazza Dante a Grosseto
Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/apre-la-call-artists-sculture-piazza




Giovedì 10 settembre, in occasione della presentazione del Giro Rosa che parte da Grosseto, il Museo Collezione Luzzetti sarà aperto gratuitamentedalle 21 alle 23


Venerdì 18 settembre, inaugurazione manifestazione La Città Visibile 2020
ore 18.00: INAUGURAZIONE ecopista, Piazza Indipendenza
ore 18.30: INAUGURAZIONE DELLE MOSTRE LCV, Polo Le Clarisse e MAAM

 
Sabato 19 settembre NOTTE VISIBILE DELLA CULTURA
ore 18.00 Inaugurazione del percorso sulle Mura, Bastione della Rimembranza
ore 19.00/24.00: Corti in Vetrina HEXAGON FILM FESTIVAL, centro storico

 
Piano recital di Anfysa Bobilova, Scriabin Concert Series,
domenica 20 settembre, ore 11.30, Chiesa dei Bigi, ingresso a pagamento
Per prenotazioni tel. 392/1019472



Presentazione catalogo e documentario TRAME Festival
mercoledì 23 settembre, ore 18.00, sala conferenze Polo Clarisse,
ingresso gratuito

 
Visita teatralizzata Il diavolo con gli occhiali, con Mirio Tozzini
giovedì 24 settembre, ore 21.00, Museo Luzzetti, ingresso a pagamento
Per info e prenotazioni 0564/488066-067-547 o collezioneluzzetti@gmail.com

 
Di musica e d’Amore, concerto del Trio Lanzini e reading di Irene Paoletti
sabato 26 settembre, ore 17.30, sala conferenze Clarisse Arte,
ingresso gratuito



Cerimonia di premiazione HEXAGON FILM FESTIVAL
sabato 26 settembre, ore 21.00, Teatro degli Industri



Visite guidate:
Tutti i sabati ore 18:30, “Alla scoperta dei capolavori della Collezione Gianfranco Luzzetti”, visita guidata al museo (partenza con un minimo di 3 persone e un massimo di 7), prenotazione obbligatoria al 349108280 

EXTRA



Altri Sguardi, rubrica di giornalismo culturale a cura di Lorenzo Mantiglioni
Visibili a La città visibile “La città visibile”, in programma dal 19 al 27 settembre, ha un sapore diverso, rispetto alle precedenti edizioni. E non è, se ci pensiamo bene, un qualcosa di così scontato o un’affermazione di circostanza alla quale faremmo fatica a crederci. In realtà è proprio vero: la manifestazione di quest’anno avrà un significato particolare. E alla fine non sembra nemmeno così impossibile visto che da marzo in poi, dal lockdown fino ad ora, abbiamo iniziato a convincerci che niente è ormai da escludere a priori.Sarà l’emblema di una città che respira. Che respira attraverso la mascherina, mantenendo il distanziamento sociale e ricordandosi che la stretta di mano ha lasciato il passo al bacio del gomito. Ogni comunità, quando si trova ad affrontare un momento così difficile, quando tutte le certezze crollano, quando anche solo godersi il sole all’aperto diviene proibitivo, trova un momento per reagire. Un momento in cui c’è quella sensazione viscerale di guardare avanti. Ecco, in un certo senso, La città visibile sarà anche questo. Ci saranno la pittura, la scrittura, la fotografia, ma soprattutto ci saremo tutti noi. Potremmo vederci, alzare un braccio in cenno di saluto – per poi ricordarsi di riporre un abbraccio nelle proprie tasche – e notare che un sorriso non può essere certo oscurato da un po’ di stoffa. Ci saremo noi che, guardandoci intorno, vedremo la nostra Grosseto tornare ad essere viva, sicura e con la voglia di stare insieme – senza, però, mai dimenticarsi delle buone pratiche anti contagio. Ci saremo tutti a La città visibile e, dopo molto tempo, potremmo renderci conto di essere tornati finalmente (!) visibili. 
 
Intorno all’immagine, rubrica d’arte a cura di Camilla Lo Schiavo
Simulacra eius: gli scatti di Zanoni fra selfie e citazione.
L’undicesima edizione della manifestazione d’arte e animazione culturale urbana ‘La città visibile’, propone come tema del percorso l’autorappresentazione, la riproduzione del sé fuori di sé. L’iniziativa riguarda diverse discipline, in cui il medium espressivo è volto a rilasciare un’autoproduzione dell’io, dagli autoritratti pittorici a quelli narrativi, poetici e performativi. L’autoritratto come genere è assai singolare: si tratta dell’immagine di un’immagine. Riproduce in immagine il volto, che si fa a sua volta immagine di noi stessi. L’opera ottenuta si esplica attraverso una precisa oggettualizzazione, in cui il volto si fa carico di una maschera rassomigliante al vero. L’autore restituisce allo spettatore una consegna dell’io o di una sua idea di realtà, trasformando in seguito l’artefatto in una viva esperienza estetica. Si prenda come esempio uno degli scatti focus della città visibile, ovvero il Narciso di Giuseppe Zanoni. La pellicola appartiene alla raccolta fotografica Caravaggio MMX, in cui le opere del pittore seicentesco vengono intese in chiave contemporanea. Il quesito che muove Zanoni è un’attualizzazione caravaggesca: cosa avrebbe dipinto oggi il Merisi?  La sua è un’interpretazione iconica moderna, nella quale al posto di Narciso ferma un  qualunque soldato ferito, che specchiandosi nell’acqua si osserva: il volto dell’uomo è ferito, perché sconvolto dai disastri della guerra. L’immagine speculare ottenuta si fa riflesso della propria debolezza e incertezza. In questo caso la maschera è sottoposta a un duplice atto meccanico: quello della superficie del fiume e quella della macchina; compito dell’artista è saperlo trasformare in un documento vivo, per rilasciarne un simulacro psicologicamente attivo. L’autoritratto diviene quindi citazione e al contempo ricostruzione: sta a noi ora proporre un visivo atto linguistico, ossia una maschera in carne e ossa dell’uomo odierno.
 Fotomelia, rubrica di fotografia a cura di  Monica Falconi
“Fuori di sé”  di Monica Falconi 
“Vedere è sempre vedere-con. Per dirla in un altro modo, ogni volta che noi guardiamo un’immagine, noi immaginiamo che questa venga vista nello stesso modo dall’insieme degli spettatori passati, presenti e futuri.”  Serge TisseronSono d’accordo con coloro che sostengono che L’autoritratto è presentazione, Il selfie è relazione. 
Senza condivisione, senza il feedback dei like e dei commenti, il selfie non esiste.Il selfie non è un genere fotografico, ma un modo nuovo di utilizzare l’immagine di noi stessi in una relazione sociale condivisa.L’autoritratto è invece un genere fotografico, che porta l’artista a donare l’immagine di sé, legata al momento intimo di uno scatto nel quale si riconosce.La differenza  è abissale In buona misura quella dei “selfie”  vs “l’autoscatto” è la vecchia storia che si ripete ogni qualvolta l’umanità si trova al cospetto di una nuova forma di comunicazione. Si fanno paragoni con l’arte classica, e nello specifico con l’ancor più giovane arte fotografica. Si va a pescare negli archivi  la foto di Joseph Byron del 1920 per insignirla del titolo di “primo selfie della storia” . Si discute su come si sarebbe rapportato all’immagine dei selfie Andy Warhol nell’era di internet. Irridiamo il Capolavoro di Leonardo ritraendo la  Monna Lisa nell’atto di scattarsi un selfie.A parer mio tutto è concesso, tutto è lecito. Di fatto il selfie può restituirci il pieno controllo sull’immagine di noi stessi eliminando del tutto la conflittualità della propria immagine che dipendeva dallo sguardo del fotografo, anche quando quel fotografo eravamo noi stessi, prima di correre dall’altra parte dell’obiettivo e trasformarci in soggetti passivi dello scatto. Eppure facciamo sempre più spesso selfie dove non ci riconosciamo tanto da sentire la necessità di sottrarci ad essi facendo smorfie o appiccicando adesivi. Perché lo facciamo? Forse perché in realtà quella che chiediamo al selfie è un’altra cosa dall’autoritratto, è la rappresentazione esistenziale di un “qui ed ora “ virtuale e non una rappresentazione identitaria di noi stessi nel tempo.Pare che uno dei primi selfie fu fatto nel 1920 a New York sul tetto del Marceau Studio sulla Fifth Avenue. Poiché l’apparecchio fotografico era troppo pesante da tenere con una sola mano, lo reggono in due: Joseph Byron e Ben Falk. Nel mezzo, Pirie MacDonald, Colonel Marceau e Pop Core.

 

Bollettino n.2 (agosto 2020)

 

Il breve editoriale del mese: UN MUSEO CHE SI APRE ALLA CITTÀ
Dopo il coronavirus, i musei non saranno più quelli di prima.Non parlo delle norme sulla fruizione in sicurezza e sulla regolamentazione dei flussi d’accesso, ma di specificità e funzione dei musei, soprattutto di quelli locali e periferici come il Polo culturale Le Clarisse. A mio avviso, da molti anni e fino a oggi, i musei sono stati progressivamente relegati in una dimensione di mera economicità dipendente, in primo luogo, dalla capacità di attrarre visitatori paganti. Tradotto: il museo migliore è quello che attira più turisti e visitatori. I musei, però, a mio avviso non devono essere solo attrattori turistici ma anche, e soprattutto, spazi democratici in cui si costruiscono benessere sociale e idee sostenibili di futuro. Il museo deve essere “relazionale”, cioè luogo di esperienza conoscitiva, aggregazione sociale, crescita civile e definizione identitaria dei singoli e della collettività. Di conseguenza, i musei più “utili” alla comunità sono quelli più aperti e inclusivi. Quindi, in questo momento di emergenza in cui il turismo “non di prossimità” (soprattutto quello dall’estero) vive purtroppo una crisi drammatica, si può e si deve ripensare il ruolo del museo come presidio territoriale per la salute individuale e pubblica, luogo essenziale per il benessere della comunità al pari delle farmacie, delle scuole o delle biblioteche. Il museo, quindi, deve “uscire da sé stesso”, aprirsi e andare incontro alla città. Il Polo Le Clarisse (ex Cedav) lo fa dal 2008, organizzando la manifestazione culturale La Città Visibile e molte altre iniziative legate alla street art, come CAP58100 (citato nell’editoriale di luglio). Dal 2020, però, il nostro impegno in questa direzione diventa ancora più rilevante: a giugno si è inaugurato, con la mostra di Alberto Inglesi, il progetto “Sculture in piazza” che vuole portare ogni anno i cittadini a dialogare con un’arte pubblica sempre diversa e rinnovata, stimolo per riflessioni anche critiche e dibattiti costruttivi. In agosto pubblichiamo una “call for artists”, rivolta agli scultori locali, per aderire all’iniziativa consulta il nostro sito www.clarissegrosseto.it. Le sculture selezionate verranno esposte in piazza alla fine dell’anno. Sarà solo il primo di un appuntamento che renderà la città un museo diffuso, e partecipato, d’arte contemporanea.
Mauro Papa – Direttore Polo culturale Le Clarisse
 
MOSTRE A.S.I.A. mostra d’arte di David Pompili dedicata ad Asia Argento.Clarisse Arte, 30 luglio – 13 settembre 2020, ingresso gratuito.
Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/asia-di-david-pompiliPietro Aldi e Paride Pascucci nelle collezioni pubbliche di GrossetoClarisse Arte, 18 maggio – 30 agosto 2020, ingresso gratuito Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/pietro-aldi-e-paride-pascucci-nelle-collezioni-pubbliche-di-grossetoAlberto Inglesi, Donna in camminoMostra diffusa di scultura nel centro storico di Grosseto, 13 giugno – 5 agosto 2020
Vedi: https://ita.calameo.com/read/001240552d8b5df7d2f84
 EVENTI
CONTAGI, Performances di Teatro, danza, musica a cura di Associazione culturale Polis, Lunedì 3 agosto, ore 22, Piazza Dante / la mostra di sculture di Inglesi.Respiri di Bellezza, performance di danza contemporanea. Giovedì 6 agosto, mercoledì 19 agosto, venerdì 28 agosto, ore 21.30 e ore 22.30, Chiesa dei Bigi, ingresso gratuito.TRAME Festival OFF – Presentazione opere con proiezioni e interviste a cura di ClanVenerdì 7 agosto, ore 19, sala conferenze Clarisse Arte.Festa di Santa Chiara sabato 11 agosto
visite guidate gratuite al monastero delle Clarisse: ore 10.30 e ore 19.00
Caccia al tesoro per bambini ore 18.00
iniziative gratuite
Tradizioni e leggende al Polo Le Clarisse | Bambini al Museo Ferretti con Paolo Nardini, a cura di Archivio Tradizioni Popolari e ClanVenerdì 21 agosto, ore 21, museo etnografico Roberto Ferretti.Visite guidate: Tutti i venerdì ore  21:00, “Alla scoperta dei capolavori della Collezione Gianfranco Luzzetti”, visita guidata al museo (max 7 persone), prenotazione obbligatoria: 3491082807•    Tutti i giovedì, ore 18.30, “I giovedì del pozzo”, visita guidata al Museo Luzzetti con degustazione di vini nel chiostro, per informazioni e prenotazioni: 3491082807

EXTRA
 

Altri Sguardi, rubrica di giornalismo culturale a cura di Lorenzo Mantiglioni

Ciao, sono Chiara e oggi parleremo degli Uffizi 

Se c’è una cosa della quale possiamo essere tutti d’accordo – qualunque siano le nostre convinzioni – è che tutto ciò che tocca Chiara Ferragni diventa di tendenza. Allo stesso tempo, qualcuno di voi potrebbe domandare: “E di questa Rubrica, cosa dobbiamo farci?” Niente, potrei rispondervi. Ma credo che un’analisi insieme, una volta al mese senza impegno, non sia un evento così eretico. Inoltre, indagare su un fatto di cronaca così legato all’arte (o all’arte del ventunesimo secolo?) penso sia decisamente importante.Partiamo dall’antefatto: Chiara Ferragni, influencer italiana con un numero di followers da capogiro, si scatta un selfie di fronte alla Venere di Botticelli. Allo stesso tempo, gli Uffizi escono con un post, sempre sui social, in cui giocano sul binomio arte-influencer. Qualcuno di voi penserà: ma davvero il Botticelli o il Bernini hanno bisogno di Chiara Ferragni da Cremona per farsi pubblicità? La risposta immediata è ovviamente “no”, ma la realtà è sempre più complessa (e contorta, aggiungerei io) di quello che sembra.Potremmo discutere per ore sulla questione e forse non troveremmo mai alcun punto d’incontro, perché – al giorno d’oggi, forse perché siamo in una fase in via di sviluppo mediatico e culturale – nessuno a cuor leggero si sentirebbe di coniugare Guernica di Pablo Picasso a una pagina Facebook od una Storia di Instagram. Peccato, però, che tutto intorno a noi stia cambiando. La nostra società, i nostri usi e costumi – comprese le tradizioni e l’arte in generale – devono rapportarsi con un sistema perverso e spesso futile quale quello dei social network.Mettiamola così: se Dante Alighieri o Leonardo da Vinci volessero entrare in discoteca, un sabato sera qualunque, senza essere stati messi in lista da Fedez o da Chiara Ferragni, passerebbero tutta la notte in fila senza alcuna possibilità di ballare in mezzo alla pista.E poi, sapete che cosa? Ma quanti di voi – io compreso – hanno più volte (e giustamente) visitato il Museo degli Uffizi, senza però mai vederlo nominato o ricordato in televisione o su un giornale cartaceo? Quanti dei nostri figli, nipoti, vicini di casa o colleghi di lavoro non hanno sentito il bisogno di conoscere il Rinascimento italiano? Molti, potreste rispondere.E allora vi faccio una provocazione: tra un selfie e l’altro, tra un sorriso della Chiara Ferragni e una foto con un filtro del cellulare, potrebbe, t’oh guarda!, mettersi in posa un Botticelli. Cambia la lingua ma, per fortuna, l’arte – in tutte le sue forme – è poliglotta. 


Fotomelia, rubrica di fotografia a cura di  Monica Falconi

Cronache dal Lockdown di Andrea Calani
Mostra fotografica al Molino Hub – Bastione Mulino a Vento- Grosseto 30 luglio-2 agosto 2020
 
Espone per la prima volta nella sua città di Grosseto, Andrea Calani, giovane fotografo di 22 anni che con i suoi scatti durante il lockdown porta al pubblico la testimonianza di una città che non si è mai fermata. L’ho intervistato per conoscere il suo percorso come fotografo per capire quali sono state le motivazioni personali che lo hanno spinto a documentare un periodo socialmente così difficile, per parlare con lui di progetti futuri, dei suoi sogni e speranze.
 Andrea è un ragazzo semplice, sorpreso egli stesso dell’interesse suscitato dal suo lavoro, tanto da meravigliarsi dell’ attenzione ricevuta, in prima battuta da un positivo riscontro sui social, e conseguentemente dalla stampa che lo ha portato all’attenzione delle cronache locali. Adesso una mostra a lui dedicata negli spazi appena inaugurati del Molino Hub di Grosseto.Andrea parlami di te come fotografo- “ E’ iniziato tutto per gioco, all’età di sedici anni ho iniziato a fotografare i fiori e qualsiasi cosa mi trovassi davanti. Poi grazie all’alternanza scuola/lavoro ho avuto la possibilità di fare da secondo in un servizio fotografico matrimoniale, e da lì ho capito che la fotografia poteva essere la strada per dare voce ai miei pensieri, per esprimere i miei sentimenti”
 
Quindi hai scelto la strada dura e impervia del “Fotografo”- (sorride) “ Sì, grazie ai miei genitori ho potuto comprare la mia prima macchina professionale mentre ancora frequentavo le scuole superiori, tra un piccolo lavoro fotografico e l’altro ho iniziato a viaggiare fissando nei miei scatti le particolarità del mondo che mi circonda.

 
Parlami di questo tuo lavoro “Cronache dal Lockdown”- “Attraverso la fotografia ho deciso di reagire a questo momento socialmente difficile. Partecipando attivamente alle iniziative di volontariato, ho potuto immergermi nella realtà grossetana ed è stato per me naturale documentarla. Non è stato facile, non avevo nessuna autorizzazione, e ho corso qualche rischio, ma la voglia di raccontare la mia città con un briciolo di positività ha infranto ogni mia titubanza”Oggi la mostra, e domani? Cosa vedi nel tuo futuro- “Il futuro… sono tempi difficili, ma non mi manca l’entusiasmo. Vorrei presto avviare una mia attività come fotografo professionista ed iniziare così un progetto di vita. Mi auguro di poter continuare ad avere feedback positivi, ma sopratutto di ricevere la stima verso quello che sto facendo e che vorrei fare. Non mi resta che incrociare le dita e tirare dritto su questa strada.
 Sono impaziente di partecipare all’inaugurazione della tua mostra che ricordo avverrà il 30 luglio 2020 alle ore 18,oo presso Molino Hub – Bastione Mulino a Vento- Grosseto. Grazie Andrea

 

 

Bollettino numero 1 (luglio 2020)

Questa newsletter avrà cadenza mensile e sarà il principale strumento per guidarti e tenerti aggiornato sulla futura programmazione culturale e artistica del Polo culturale Le Clarisse.

La newsletter è composta da quattro rubriche:

  1. Il brevissimo editoriale del mese
  2. Mostre
  3. Eventi e News
  4. Extra (blog d’arte e podcast, file audio, video, eccetera)

Il brevissimo editoriale di luglio: CHIAMATA ALLE ARTI!

Questa vuole essere una newsletter nuova, sintetica ed agile. L’obiettivo è quello di informarti senza annoiarti: ogni rubrica conterrà dei link per approfondire i contenuti. La sezione “Extra” rappresenta il nostro Blog d’arte e sarà dedicata a tutte quelle storie del passato, del presente o del futuro – internazionali, nazionali o locali – che i redattori della newsletter riterranno utili condividere con te. Tutti voi potete mandare un contributo da pubblicare nella newsletter: inviatelo a poloculturaleclarisse@gmail.com

In questo primo editoriale pubblichiamo una CHIAMATA ALLE ARTI. 

Se vorrai, potrai collaborare con noi: Clarisse Arte (l’istituzione del Polo Culturale Le Clarisse dedicata all’arte contemporanea) ha bisogno di una comunità di amici e appassionati che – nello spirito partecipativo e relazionale che contraddistingue da sempre il nostro lavoro – supportino i nostri progetti o propongano progetti culturali condivisi.

Ad esempio, nei prossimi mesi saremo chiamati a lavorare a iniziative culturali che godranno sicuramente di un grande supporto a livello istituzionale. Tra loro, la manifestazione Città Visibile e CAP58100, il Cantiere d’Arte Pubblica di Grosseto che ha lavorato al censimento di tutte le opere d’arte pubblica di Grosseto e promosso negli ultimi anni molte manifestazioni legate alla street art e alla rigenerazione urbana.

Le iniziative che produrrà Clarisse Arte faranno parte dell’ambizioso progetto – annunciato dal vicesindaco Luca Agresti e dal presidente di Fondazione Grosseto Cultura Giovanni Tombari – di creare un quarto museo grossetano dedicato all’arte contemporanea negli spazi pubblici della città. Un museo pubblico in divenire che probabilmente sarà identificato col progetto CAP58100. Se vuoi far parte di questa comunità che, aderendo ad appositi elenchi istituiti da Fondazione Grosseto Cultura, accoglierà nuovi redattori per questa newsletter e potrà sviluppare progetti e attività, scrivi una email apoloculturaleclarisse@gmail.com

Mauro Papa (direttore Polo Culturale Le Clarisse)

MOSTRE

Pietro Aldi e Paride Pascucci nelle collezioni pubbliche di Grosseto

Clarisse Arte, 18 maggio – 19 luglio 2020, ingresso gratuito

Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/pietro-aldi-e-paride-pascucci-nelle-collezioni-pubbliche-di-grosseto

Alberto Inglesi, Donna in cammino

Mostra diffusa di scultura nel centro storico di Grosseto, 13 giugno – 5 agosto 2020

Vedi: https://ita.calameo.com/read/001240552d8b5df7d2f84

EVENTI

Memorie da un tempo infinito / La Badessa di Santa Chiara e la Collezione Luzzetti

Visita guidata dalla voce, in filodiffusione, della Badessa di Santa Chiara.

Museo Collezione Gianfranco Luzzetti, 5 giugno – 12 luglio 2020 (prorogata!)

Vedi: https://www.clarissegrosseto.it/memorie-da-un-tempo-infinito

venerdì 17 luglio, ore 10

Inaugurazione del percorso permanente del Museo Collezione Gianfranco Luzzetti

Visite guidate:

  • Tutti i venerdì ore 18:15 e 21:00, “Alla scoperta dei capolavori della Collezione Gianfranco Luzzetti”, visita guidata al museo (max 7 persone), prenotazione obbligatoria: 3491082807
  • giovedì 9, 16, 23 luglio, ore 18.30, “I giovedì del pozzo”, visita guidata al Museo Luzzetti con degustazione di vini nel chiostro, per informazioni e prenotazioni: 3491082807

Sabato 11 e venerdì 24 luglio, Piazza Dante / presso la mostra di sculture di Inglesi, ore 22: CONTAGI, Performances di Teatro, Danza , Musica a cura di Associazione Culturale Polis 2001, regia di Francesco Tarsi

giovedì 30 luglio, Sala Conferenze Clarisse Arte, ore 12, presentazione del Saturnia Film Festival

e inaugurazione di A.S.I.A. mostra d’arte di David Pompili dedicata ad Asia Argento

EXTRA

Il mistero della Badessahttps://www.youtube.com/watch?v=QQMmxFz4K6I

Video promozionale dell’esperienza “Memorie da un tempo infinito” / serie “2MinutesArt”