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Goya, capolavori in mostra a Grosseto

Da domenica 8 settembre//Clarisse Arte//Grosseto

La Mostra “Goya in Italia. Due capolavori tra luce ed ombra” sarà inaugurata il 10 agosto alle ore 18.30 a Castiglione della Pescaia, e sarà introdotta da una lectio magistralis di Lorenza Mochi Onori e di Daniel Josè Carrasco De Jaime, con interventi di Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, e del presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani.

Le opere saranno poi esposte dal 13 agosto al 7 settembre al Museo civico archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia e dall’8 al 30 settembre al Polo espositivo Clarisse Arte di Grosseto, gestito da Fondazione Grosseto Cultura.

Questa straordinaria esposizione, che mostra per la prima volta al pubblico le due opere recentemente attribuite a Goya, è resa possibile da Viveterna s.r.l.s., brand impegnato attraverso la progettazione di residenze di lusso nella valorizzazione del paesaggio toscano, in particolare del panoramico promontorio di Castiglione della Pescaia. Viveterna crede fortemente nel valore del territorio maremmano, e produce al Castello di Rosciano, nel Comune di Gavorrano, un eccellente olio entrato nel catalogo di Slow Food; lo stesso sito medievale è a disposizione degli archeologi per realizzare campagne di scavo e Summer School. Viveterna crede inoltre nella cultura e nel sociale, e proprio da questi valori è nata l’idea di mettere a disposizione del pubblico due inediti capolavori di Goya, e di destinare il denaro raccolto in occasione degli eventi privati e pubblici collegati alla mostra all’Ospedale Pediatrico Mayer.

Il presidente di Viveterna, Matteo Felicioni, è sostenuto in questo progetto dal padre Massimo, dal team costituito da Luigi Trotta e da Alberto Donadio, dal presidente del Consiglio della Regione Toscana Eugenio Giani, dal consigliere regionale Leonardo Marras, dai sindaci e dagli assessori alla Cultura dei Comuni di Castiglione della Pescaia, Grosseto e Gavorrano, dalla Direzione scientifica del Museo archeologico di Vetulonia e dalla presidenza di Fondazione Grosseto Cultura, dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, dalla Fondazione Polo Universitario Grossetano, Lions International e Fitacepi, Fondazione italiana territorio arti e cultura. Sponsor e partner sono il prestigioso marchio di design degli interni Tom Dixton, Roberto Domiziani, Stan Studios, Engel & Volkers, Generali Assicurazioni, Atlas Concorde, Spring, Giorgio Pellegrini s.r.l., Fratelli Marconi s.n.c., Ferroedilizia, Novoprom, Favilli Group, Atelier Italia, Gruppo Battistolli Rangers, Dipende, Moschini, Guerrieri & Volpi, Tipolitografia Cartotecnica, Terme Marine Leopoldo II, Big Mat, Podere S.Stefano, Stele Studio di Progettazione, CF Life Real Estate, Antichi Gusti di Maremma, Il Carrettino, Tenuta Montauto, Roccapesta, Consorzio Tutela del Morellino di Scansano, Hera, Atlante. Il catalogo della mostra è pubblicato da Gangemi Editore, Roma.

Francisco Josè de Goya y Lucientes è un artista fecondissimo, di cui si contano oltre 2000 opere attribuite tra pitture, disegni e incisioni, e che assurse all’Olimpo dei pittori anche grazie all’Italia. Fu infatti grazie al viaggio nel nostro Paese che perfezionò la sua tecnica e ottenne l’anelata legittimazione di pittore partecipando al concorso indetto dall’Accademia di belle arti di Parma: pur non classificandosi primo, Goya riscosse giudizi lusinghieri, grazie ai quali, al rientro in Spagna, ottenne prestigiose committenze e soprattutto gli fu possibile accreditarsi come ritrattista di corte e del nobile entourage. Grazie alla pubblicazione del suo “cuadernoitaliano” sono state studiate le informazioni relative alla sua esperienza in Italia, e la Mostra “Goya in Italia. Due capolavori tra luce ed ombra” rende possibile vedere l’opera con cui probabilmente l’artista partecipò al Concorso di Parma nel 1771: “Iam tàndem Italiae fugentes prendimus oras” è il titolo del dipinto ispirato al Verso 61 del VI Libro dell’Eneide di Virgilio, e rappresenta lo sbarco di Enea sulla costa laziale. Inspiegabilmente un quadro così importante per la carriera artistica di Goya era stato escluso dal catalogo generale ed è stato solo recentemente attribuito, offrendoci così una visuale sempre più completa sulla vicenda umana ed artistica di Goya. Anche il ritratto di Don Miguel Cayetano Soler era stato dimenticato, sebbene esprima la straordinaria capacità di Goya di tracciare sulla tela non solo l’aspetto esteriore del soggetto, ricco di quei guizzi di luce che valorizzano ora una medaglia, ora un sontuoso abito, ma anche e soprattutto la sua psicologia.

Daniel Josè Carrasco De Jaime, storico dell’arte e insigne studioso di Goya, ha teorizzato una nuova verità sulla vita e l’arte del pittore, in relazione alla filosofia con cui arrivò in contatto frequentando l’Accademia di S.Luca a Roma, e di cui rimane traccia nella firma apposta sul ritratto di Don Cayetano Soler. La dottoressa Lorenza Mochi Onori, ex direttrice della Galleria nazionale di Palazzo Barberini a Roma e una delle massime conoscitrici dell’artista aragonese, ha avuto il merito di rappresentare il contesto storico e culturale in cui Goya intraprese la sua carriera in Italia e in Spagna, mettendo in luce i rapporti con gli artisti, i nobili e i Re che costituirono il background della sua espressione creativa.

Fonte: comunicato ufficio stampa Viveterna

 

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