“Ettore Sordini – Gli anni della vita agra” al Polo Clarisse

Per celebrare il centenario della nascita di Luciano Bianciardi, il Polo culturale Le Clarisse di Fondazione Grosseto Cultura, in collaborazione con la Fondazione Luciano Bianciardi e con il contributo del Lions Club Grosseto, dedica una mostra al pittore Ettore Sordini, il celebre “Ettorino” citato più volte da Bianciardi nella “Vita agra”. È l’esposizione “Ettore Sordini. Gli anni della vita agra”, a cura di Alberto Mazzacchera.

L’inaugurazione – a ingresso gratuito – è in programma per venerdì 20 gennaio alle ore 18 nella struttura museale di via Vinzaglio, dove resterà esposta fino a domenica 26 febbraio, sempre a ingresso gratuito, dal giovedì alla domenica con orario 10-13 e 16-19 (per informazioni è possibile chiamare il numero 0564 488066).

Ettore Sordini (Milano, 1934), ha studiato all’Accademia di Brera e nel 1954 è stato invitato a partecipare alla Triennale di Milano, dove ha collaborato alla sistemazione del Parco Sempione. In quel periodo ha sviluppato un linguaggio pittorico simile a quello di Piero Manzoni, tanto che nel 1956 ha esposto con lo stesso Manzoni e con Angelo Verga al Castello Sforzesco di Soncino. Nel 1957 Lucio Fontana ha presentato una mostra collettiva di Sordini, Manzoni e Verga alla Galleria Pater di Milano. Sordini e Bianciardi si conobbero quasi certamente al Bar Giamaica, nella stagione di fermento culturale che aveva trasformato Milano in una capitale artistica di respiro internazionale. E nella “Vita agra” Bianciardi racconta proprio di quel periodo, descrivendo quel locale e quegli artisti d’avanguardia che stavano scrivendo un pezzo indelebile della storia dell’arte, non solo italiana.

«Questa mostra – dichiarano il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e l’assessore alla Cultura, Luca Agresti – è una testimonianza significativa che unisce la ricorrenza del centenario della nascita di Bianciardi con la mostra di un pittore tra i più influenti del XX secolo. Un omaggio attraverso il quale il nostro territorio si distingue ancora una volta per originalità e varietà dell’offerta, una grande occasione culturale per tutti coloro che visiteranno questo incredibile concentrato di storia e di bellezza. Grazie al Polo culturale Le Clarisse di Fondazione Grosseto Cultura, con il suo direttore Mauro Papa, e alla Fondazione Bianciardi per aver reso possibile questo grande evento».

«Luciano Bianciardi – ricorda il direttore del Polo culturale Le Clarisse, Mauro Papa – aveva un bel sodalizio di amici pittori, ma era legato soprattutto a due di loro: Furio Cavallini, ribattezzato affettuosamente “Crazy horse”, ed Ettore Sordini, più volte citato nella “Vita agra” come Ettorino. Per questo, in occasione del centenario della nascita di Bianciardi, con la Fondazione Bianciardi abbiamo deciso di aprire l’anno di ricorrenze, il 2022, con una mostra dedicata a Furio Cavallini, e di chiuderlo, ad oggi, con una mostra di opere firmate da Ettore Sordini. Il primo era pittore figurativo, quasi vernacolare, più legato al passato; il secondo legato all’astrazione e alla neoavanguardia, quindi più rivolto al futuro».

«La mostra su Ettore Sordini chiude il cerchio dell’arte iniziato con l’evento gemello dedicato a Furio Cavallini. Si tratta – spiega Lucia Matergi, direttrice della Fondazione Bianciardi – degli unici pittori citati esplicitamente nella “Vita agra”. In occasione del centenario della nascita di Bianciardi, abbiamo voluto cominciare a lavorare anche su aspetti meno visitati dei suoi interessi, tra cui le arti visive. Gli artisti costituiscono una parte importante delle sue relazioni intellettuali che ne hanno segnato la vicenda biografica e artistica. Ettore Sordini è l’Ettorino citato nel primo capitolo della “Vita agra”, ritratto nell’atteggiamento dell’artista in preda ai dubbi sul senso della propria arte. Nei dubbi di Ettorino, molto estranei alla loro stessa forma di tiritera insensata, piuttosto tracce di una ricerca costante, forse senza approdo, confluiscono le incertezze di Luciano, tradizionalista mai rigido, al tempo della “Vita agra” ancora appeso a quella speranza di liberazione che nel tempo lascerà il posto a uno scetticismo disilluso e sempre più cupo».

«Si chiude questo cerchio iniziato un anno fa, ma le attività per il Centenario – sottolinea Massimiliano Marcucci, presidente della Fondazione Bianciardi – proseguiranno nell’arco di tutto il 2023, come attestato dal ministero della Cultura che ha prolungato di un anno l’attività del Comitato nazionale per il Centenario, di cui la Fondazione è il motore principale. Sordini e Bianciardi erano amici benché avessero idee diverse sull’arte, pittore astrattista il primo, amante della tradizione figurativa il secondo; entrambi frequentavano il quartiere bohémien per eccellenza all’epoca, quello di Brera, popolato da artisti, scrittori, fotografi, cantanti squattrinati. Sordini poi divenne artista famoso, per cui la mostra a Grosseto si presenta come un evento culturale di notevole valore; inoltre abbiamo stampato, con il contributo della Regione Toscana, il catalogo per lasciare una traccia di un pittore e di un movimento che è parte fondamentale della storia artistica del nostro Paese».

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