“Animali, uomini e parchi” di Sammuri al Museo di storia naturale

Dal XVI secolo a oggi, secondo un’indagine dell’Unione internazionale per la conservazione della natura, sul nostro pianeta si sono estinte 757 specie animali a causa di attività umane: oggi però, con l’aiuto della scienza, parchi e uomini insieme possono fare molto per contrastare la perdita di biodiversità, correggendo gli errori commessi e prevenendone di nuovi.

È il tema del libro “Animali, uomini e parchi” di Giampiero Sammuri, che l’autore presenterà sabato 18 marzo alle ore 17 nella sala conferenze del Museo di storia naturale della Maremma (l’evento è a ingresso libero): insieme con Sammuri e il direttore del museo, Andrea Sforzi, interverranno lo zoologo Luigi Boitani, l’assessore al Turismo della Regione Toscana Leonardo Marras e Luca Agresti, assessore alla Cultura del Comune di Grosseto.

Edito da Pandion, scritto da Sammuri con Gianni Montesano e la prefazione di Luigi Boitani e Ermete Realacci, “Animali, uomini e parchi” contiene esperienze personali dell’autore e approfondimenti scientifici. È una raccolta di riflessioni – raccontate in brevi capitoli, ognuno dei quali accompagnato da un pratico “tempo di lettura” – su vari argomenti e situazioni, tutte vissute in prima persona negli ultimi vent’anni di lavoro trascorsi a salvare e gestire specie minacciate e aree protette. La Maremma è tra i grandi protagonisti, ma non solo: tra le pagine del libro si parla di foca monaca e falco pescatore, orsi e lupi, cinghiali, insetti impollinatori e farfalle, specie aliene, cacciatori e agricoltori, ambientalisti e animalisti, turismo nei parchi. Un viaggio nella biodiversità, attraverso il racconto di uno dei massimi esperti in materia.

Giampiero Sammuri è biologo, specialista in amministrazione pubblica, esperto di aree protette, autore di oltre 30 pubblicazioni in campo zoologico e ambientale e di piani faunistici, consulente in piani di controllo della fauna selvatica, impegnato in attività didattiche e di formazione in biologia, conservazione della biodiversità e gestione delle aree protette. È stato dirigente delle aree Ambiente e conservazione della natura della Provincia di Grosseto e della Provincia di Siena, presidente del Parco della Maremma (2000-2012), presidente di Federparchi (2009-2023), presidente del Parco nazionale dell’arcipelago toscano e coordinatore della Riserva Mab Unesco Isole di Toscana. È l’ideatore del progetto per la reintroduzione del falco pescatore in Italia, per il quale ha ricevuto dal Wwf Italia il “Panda d’oro” nel 2006. La Regione Toscana lo ha premiato con il “Pegaso d’oro” nel 2017 (“per l’impegno e la dedizione nella gestione della nidificazione della prima tartaruga Caretta Caretta nell’Isola d’Elba”) e nel 2021 (“per i risultati raggiunti come presidente del Parco nazionale dell’arcipelago toscano nell’impegno per la sostenibilità e la tutela ambientale”).

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